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Abbattere i tabù con l'ascolto e la formazione: il viaggio e il futuro di Progetto Itaca Padova

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Abbattere i tabù con l'ascolto e la formazione: il viaggio e il futuro di Progetto Itaca Padova

FiloTabù - Libertà di parlare, coraggio di svelare
Pubblicato da Valeria Genova in Interviste · Martedì 29 Set 2026 · Tempo di lettura 6 minuti
Tags: tabù, ascolto, formazione, Progetto, Itaca, Padova, viaggio, futuro
Parlare di salute mentale oggi significa prima di tutto abbattere le barriere del silenzio, del pregiudizio e dell'isolamento. È questa la missione che muove Progetto Itaca Padova fin dalla sua nascita nel 2015, sulla scia dell'esperienza pionieristica avviata a Milano alla fine degli anni Novanta. Attraverso una fitta rete di solidarietà, percorsi psicoeducativi e il supporto fondamentale tra pari, l'associazione è diventata un punto di riferimento insostituibile sul territorio padovano, coinvolgendo non solo familiari e professionisti, ma anche una nuova generazione di giovani e studenti desiderosi di fare la differenza. In questa intervista, scopriamo da vicino come l'ascolto, la formazione e il lavoro di squadra con le istituzioni locali stiano ridefinendo la cultura del benessere psicologico, con lo sguardo rivolto a un futuro in cui l'inclusione non sia più un traguardo, ma una normalità quotidiana.

1. Progetto Itaca Padova è una realtà ormai riconosciuta nel campo della salute mentale e del volontariato. Come nasce e quale bisogno ha voluto colmare fin dall’inizio?
Progetto Itaca nasce a Milano nel 1999 con l’obiettivo di parlare di salute mentale guardando al futuro, abbattendo stigma e pregiudizio e promuovendo la prevenzione come necessità. Progetto Itaca Padova nasce nel 2015 con gli stessi obiettivi: sensibilizzare e promuovere una cultura della salute mentale che metta al centro la speranza e ciò che concretamente si può fare.

2. Il cuore del progetto è rappresentato dai volontari. Chi sono le persone che scelgono di dedicare tempo ed energia a Progetto Itaca Padova, e che tipo di formazione o sostegno ricevono per affrontare temi così delicati?
Si avvicinano all’associazione soprattutto familiari, anche se dopo la pandemia la sensibilità verso i temi legati al benessere mentale è cambiata. Negli ultimi tempi si avvicinano anche molti studenti, professionisti e volontari provenienti da altre realtà, motivati a dedicare il proprio tempo e a offrire il loro contributo a un tema che sentono più vicino. Consigliamo a tutti, prima di impegnarsi nelle attività dell’associazione, di frequentare il corso di informazione e sensibilizzazione: questo permette di avere volontari non solo motivati, ma anche adeguatamente formati e supportati. Sono inoltre previste formazioni specifiche per i progetti nei quali si desidera impegnarsi.

3. La salute mentale è ancora, purtroppo, un tema circondato da tabù e pregiudizi. Qual è la vostra strategia per promuovere una cultura del dialogo, dell’ascolto e della consapevolezza?
Progetto Itaca Padova offre occasioni di incontro tra la cittadinanza e le persone che, a vario titolo, si avvicinano all’associazione. Si sviluppano attività di sensibilizzazione, prevenzione, informazione e inclusione, con l’obiettivo di
favorire il superamento dello stigma e dei tabù che ruotano attorno alla sofferenza psichica. Incontriamo studenti tra i 16 e i 18 anni e spieghiamo loro la differenza tra un fisiologico disagio adolescenziale e un disagio psichico, che invece va affrontato affidandosi ai professionisti. Creiamo opportunità di incontro e sostegno tra familiari, proponendo attività formative e ludiche. Ci impegniamo quotidianamente nella divulgazione dei temi legati alla salute mentale attraverso i nostri canali social e il nostro podcast, “Fuori di podcast”, interamente ideato e realizzato dai volontari dell’associazione.

4. In che modo le attività di Progetto Itaca Padova — come gruppi di auto-aiuto, progetti di inclusione o campagne di sensibilizzazione — contribuiscono concretamente al benessere delle persone e delle comunità coinvolte?
Progetto Itaca Padova promuove il supporto tra pari, che consente la condivisione di esperienze e informazioni. Sentirsi meno soli contribuisce a far rifiorire capacità che si percepivano come carenti. Riconoscere che la propria esperienza, diretta o indiretta, può avere un valore nella vita di un’altra persona permette di acquisire consapevolezza e trasformarla in una risorsa. Gli incontri psicoeducativi rivolti a tutta la cittadinanza favoriscono una migliore conoscenza dei temi legati alla salute mentale. Informazioni corrette e accessibili contribuiscono al superamento dei pregiudizi e a un tempestivo orientamento alla cura.

5. Il lavoro in rete è fondamentale in questo ambito. Con quali altre realtà, istituzioni o associazioni collaborate per ampliare l’impatto del progetto?
Fin dalla sua costituzione, l’associazione collabora con il Comune, con l’Azienda Ospedaliera Universitaria e con l’ULSS 6 Euganea. Negli anni ha inoltre rafforzato la rete territoriale attraverso il CSV di Padova e Rovigo e grazie alla collaborazione con le altre associazioni che si occupano di salute mentale. Progetto Itaca Padova fa parte della rete nazionale Progetto Itaca, presente in 17 città da nord a sud. Questo consente di contare su uno scambio continuo di buone prassi e su percorsi di formazione costante.

6. Guardando al futuro, quali sono le sfide e i sogni di Progetto Itaca Padova per continuare a costruire una società più accogliente e consapevole sul tema della salute mentale?
La sfida è continuare a sviluppare i progetti di ascolto, accoglienza, prevenzione, sostegno e inclusione sociale, coinvolgendo e integrando sempre di più enti e comunità del territorio. Il nostro sogno è che arrivi un giorno in cui l’inclusione non sia più un traguardo da raggiungere, ma una realtà quotidiana.

L'esperienza di Progetto Itaca Padova dimostra che la sofferenza psichica smette di fare paura quando viene accolta da una comunità aperta, formata e stretta in una rete di collaborazione autentica. Attraverso strumenti concreti come il supporto tra pari, i progetti nelle scuole e persino canali di comunicazione innovativi come "Fuori di podcast", l'associazione non si limita a curare le ferite dell'isolamento, ma restituisce alle persone la consapevolezza del proprio valore. La sfida per il domani resta ambiziosa, ma radicata nel territorio e condivisa a livello nazionale. Resta il sogno, collettivo e necessario, di una società finalmente accogliente, capace di guardare alla salute mentale senza tabù e di trasformare l'inclusione sociale nell'unica realtà possibile di ogni giorno.


FiloTabù ETS
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