C'era una volta una ragazza
Pubblicato da Donatella Manna in Articoli · Venerdì 19 Set 2025 · 3 minuti
C'era una volta una ragazza a cui i libri hanno salvato la
vita.
Si trattò di un'azione salvifica silenziosa, nell'inconsapevolezza della
ragazza stessa che ad essi si aggrappava per non affondare. E per non perdersi.
Iniziarono a salvarle la vita in un giorno ancora caldo di
ottobre, quando il freddo della disgrazia le penetrò le ossa e il cuore.
Era sola. Aveva perso colei che più al mondo l'amava.
Aveva perso colei che credeva fortemente nell'istruzione poiché ne coglieva la
possibilità di riscatto, la via verso la luce, la libertà. Aveva perso colei
che, nonostante le catene, la sosteneva nel non diventare schiava.
E fu allora che la forza interiore della ragazza, assieme
al suo istinto di ribellione innato, risuonarono talmente forte da coprire il
rumore stridente dell'egoismo più becero, quello di chi pretendeva che lei
sostituisse, sopperisse, rinunciasse.
Le pagine dei libri su cui studiava le
promettevano che da quella pochezza si sarebbe affrancata. E poi ogni parola che imparava era come
balsamo per le ferite dell'animo.
E i libri continuarono a salvarle la vita facendole da
paravento tra le pareti di casa che s'ispessivano di incuranza, di furia, di
disprezzo.
A poco a poco capì che i libri non le offrivano solo la
possibilità di costruire un'indipendenza personale ma soprattutto potevano
renderla la persona che voleva essere.
A scuola intanto poteva ancora essere chi aveva il diritto
di essere: un'adolescente.
I suoi insegnanti comprendevano il caos che aveva dentro e
le garantivano ciò di cui aveva bisogno: solidità.
La sua vita era stata colpita da un triste evento ma non
era finita: impegnandosi, senza sconti né scusanti, poteva ugualmente coltivare
la sua intelligenza.
Gli anni passarono e arrivò anche per lei la maturità, che
sostenne con ottimi risultati.
Ad un tratto realizzò che non avrebbe più frequentato
quella scuola. In quel luogo aveva scoperto il valore della
cultura e aveva trovato la serenità e la fiducia per vivere.
Pianse. Ma con immensa gratitudine. Il liceo sarebbe
rimasto per sempre impresso dentro di lei.
In quel momento si rese conto che i libri avevano iniziato
a salvarle la vita molto prima di quel caldo giorno di ottobre in cui la
disgrazia le aveva freddato le ossa e il cuore.
Già da bambina, tra le mura della sua cameretta, pagine
ingiallite di vecchi libri, recuperati qua e là e da lei desiderati, le avevano offerto rifugio e
conforto.
I libri le avevano da sempre salvato la vita. E avrebbero
continuato a farlo.
