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Curvy da sogno. Quando la bellezza diventa un atto di ribellione silenziosa

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Curvy da sogno. Quando la bellezza diventa un atto di ribellione silenziosa

FiloTabù - Libertà di parlare, coraggio di svelare
Ci sono corpi che si sottraggono al silenzio.
Corpi che hanno imparato a convivere con lo sguardo degli altri, con la critica travestita da consiglio, con la gentilezza paternalistica che pesa più di un insulto.
Corpi che — per esistere — devono giustificarsi.

È da qui che nasce “Curvy Dream. Forme da sogno”, la settima edizione del calendario ideato dal fotografo bresciano Piero Beghi, conosciuto in tutta Italia come il fotografo delle curvy.
Un progetto che, anno dopo anno, non è solo un inno alla femminilità, ma un gesto politico contro un tabù che la nostra società fatica ancora a nominare: la grassofobia.



La fotografia come linguaggio dell’inclusione
Il calendario curvy di Beghi è un viaggio dentro la complessità dei corpi e delle loro storie.
Dodici donne, tra i 31 e i 60 anni, posano davanti all’obiettivo non per “sfidare” uno standard estetico, ma per ridefinire la normalità stessa. Le loro immagini raccontano una bellezza che non chiede il permesso di esistere, una sensualità che non ha bisogno di essere giustificata.

«Tutto è nato quando ho fotografato una ragazza taglia 54», racconta Beghi.
«Quando vide le sue foto, si commosse. Non perché si vide diversa, ma perché si vide bella. Da lì ho capito che quella sensazione meritava di essere condivisa con altre donne».

Quel primo scatto si è trasformato in una comunità. Un luogo sicuro dove l’obiettivo non è solo quello della macchina fotografica, ma quello più intimo della consapevolezza.

Il tabù della grassofobia
Parlare di grassofobia significa toccare un nervo ancora scoperto.
È una discriminazione che non sempre si mostra apertamente: si insinua nei complimenti condizionati, nelle taglie che spariscono dai negozi, nei commenti “per il tuo bene”.
È un pregiudizio che si maschera da norma di salute, da educazione alimentare, da estetica condivisa — e che, in realtà, costruisce una gerarchia dei corpi.

Il calendario di Beghi interviene proprio su questo punto: restituire visibilità a ciò che la società tende a nascondere.
Non un’esibizione, ma una restituzione.
Non la provocazione, ma la verità di un corpo che abita se stesso senza paura.

L’incontro con Martina Giraldi: la voce del corpo libero
Tra le protagoniste del calendario 2026 c’è Martina Giraldi, modella curvy e attivista trevigiana, già vincitrice del titolo Miss Top Curvy Universe.
Martina è una delle voci più autentiche nel panorama italiano sulla lotta alla discriminazione legata al peso.

In una recente intervista rilasciata a FiloTabù, ha raccontato cosa significhi convivere con lo sguardo giudicante della società e quanto sia importante scardinare l’idea che un corpo debba giustificarsi per essere accettato:

“Una persona grassa non può mai rispondere alle offese — ci ha detto — perché c’è sempre qualcuno pronto a replicare ‘eh, ma la salute!’. È così che la discriminazione si nasconde dietro la scusa del benessere. Ma il corpo non è una diagnosi, è una storia. E ognuno ha il diritto di raccontarla.”

La sua è una rivoluzione gentile, fatta di parole, consapevolezza e scelte quotidiane.
Un modo diverso di abitare il corpo, senza chiedere scusa, senza attendere la convalida degli altri.


Oltre la fotografia: sorellanza e formazione
Da questo progetto è nato anche il Model Training Day, un percorso formativo ideato da Piero Beghi in collaborazione con Martina Giraldi.
Un laboratorio per chi vuole entrare nel mondo del foto shooting non per inseguire un canone, ma per imparare a vedersi con occhi nuovi.

Durante queste giornate, teoria e pratica si intrecciano a una riflessione più profonda sulla percezione del corpo, sull’autostima e sulla presenza scenica come forma di autenticità.
Un modo per dire, ancora una volta, che ogni corpo merita spazio, luce, parola.

Curvy Dream 2026: un invito a guardare
La presentazione ufficiale del calendario si terrà sabato 29 novembre alle ore 20:00 presso il ristorante La Rotonda di Ghedi (BS).

Dodici mesi, dodici volti, dodici storie.
Un viaggio visivo che restituisce dignità e bellezza a chi, troppo spesso, è raccontato solo attraverso il filtro del giudizio.

Fino al giorno della presentazione, il calendario è disponibile in prevendita al prezzo speciale di 15 €
  • presso lo studio Piero Beghi Photography (via XX Settembre 46, Ghedi)
  • su www.fotobeghi.it
  • su Instagram @pierobeghiphotography

Su FiloTabù, la voce di Martina Giraldi ci ricorda che il corpo non è un’ideologia, ma una verità.
E che, forse, la vera rivoluzione comincia quando impariamo a guardarci senza giudizio — in equilibrio sopra la follia dell’apparenza.

Fonti
- comunicato stampa di Nicole Claudia Crotti
- foto credit by Pietro Beghi


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via San Telesforo 10, Roma
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