Finanziaria di guerra e No Ponte, il filo rosso che le attraversa
Pubblicato da Alberta Robin in Articoli · Sabato 10 Gen 2026 · 2 minuti
Tags: Finanziaria, di, guerra, No, Ponte, filo, rosso, politica, economia, conflitto, infrastrutture, protesta, società, Italia
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Guerra sembra una parola grossa da pronunciare. Ma è una parola che deve essere pronunciata.
Le recenti mobilitazioni che si sono tenute in concomitanza il 29 novembre 2025, quella contro la finanziaria di guerra e quella contro il ponte sullo stretto, hanno un fil rouge: bloccare tutto contro una società che spreca soldi in guerra e non uno spicciolo in welfare.
Il ponte è un’infrastruttura pericolosa, i cui lavori costeranno acqua alla Sicilia e alla Calabria, litri di acqua di cui già le due regioni Sud Italia sono carenti, eppure, verrà costruito, perché è stato chiesto dalla Nato un aumento delle spese militari del 4% e, in particolare, una piccola percentuale da dedicare alle infrastrutture.
Ciò che non viene messo in evidenza però è il fatto che non risponderà realmente alle esigenze militari e sarà solo un modo per l’Italia di mantenersi stretta alla Nato, oltre che di far guadagnare aziende che, fra l’altro, sono impegnate anche nella ricostruzione della Palestina, prima di averla completamente rasa al suolo.
Partecipatissima però è stata tanto la manifestazione di Roma quanto quella di Messina, entrambe hanno visto sfilare un numero elevatissimo di persone in corteo, persone consce del fatto che la finanziaria di guerra crea quella che il filosofo Mbembe definisce una necropolitica, una politica che ci porterà a una morte economica, culturale, sanitaria e quindi, purtroppo, anche fisica.
