Il “primo amore” quando non esistevano i social. Intervista a Marco Iurato
Pubblicato da Mariangela Cutrone in PhilosFabula · Mercoledì 11 Feb 2026 · 6 minuti
Tags: primo, amore, social, intervista, Marco, Iurato, nostalgia, relazioni, anni, passati, comunicazione, amore, generazione, senza, social
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Cosa significava innamorarsi a 16 anni in un’epoca in cui non esistevano gli smartphone e i social? La risposta a questa domanda la possiamo rintracciare in L’amore ai tempi dell’Uomo Ragno di Marco Iurato, edito da Rizzoli, un romanzo emozionante che ci proietta nei primi Anni Novanta nell’epoca in cui quando provavi interesse per qualcuno dovevi “metterci la faccia” rischiando figuracce e soprattutto imparando a gestire con coraggio e self control un eventuale rifiuto.
L’autore racconta senza filtri e con una scrittura autentica, genuina e coinvolgente i suoi ultimi anni al liceo in una cittadina del Sud tra giornate scolastiche ricche di imprevisti, primi batticuore, canzoni ascoltate alla radio che rimarranno per molto tempo impresse nella mente e nel cuore, e una passione smisurata nei confronti del mondo dello sport.
Una lettura ricca di messaggi positivi e spunti di riflessione preziosi per gli adolescenti di oggi e per gli adulti nostalgici di quei mitici anni d’oro. E proprio di adolescenza e di “primo amore” parliamo senza filtri e tabù conversiamo con Marco Iurato in questa intervista.
1) Marco, partiamo dall'origine, come nasce l'idea di scrivere questa storia autobiografica dei tuoi 18 anni negli anni Novanta?
Il protagonista in realtà ha 16 anni e, nella prima parte del romanzo frequenta la quarta liceo, avendo fatto la primina. L'idea è nata nel 2016, mentre ascoltavo una canzone degli 883 in macchina, fermo ad un semaforo. L'auto davanti a me aveva un adesivo della Best Company attaccato al vetro posteriore e, in un attimo, ho pensato ai miei anni del Liceo (che ho frequentato tra il 1989 e il 1994) e a quanto sarebbe stato bello raccontarli a qualcuno. Perso nei miei pensieri, le auto dietro hanno cominciato a strombazzare. Il semaforo era verde già da un pezzo, così ho subito accelerato, con in testa già il titolo del libro, "L'amore ai tempi degli 883". Dopo averlo scritto, l'ho pubblicato con questo tiolo nel 2018 su Amazon e il passaparola tra lettrici e lettori è stato così forte negli anni successivi che un giorno mi hanno telefonato da Rizzoli. Così, pochi mesi fa, è arrivato in tutte le librerie col nuovo titolo "L'amore ai tempi dell'Uomo Ragno. Una storia al ritmo degli anni 90".
2) Cosa significava essere adolescenti negli anni Novanta?
Essere adolescenti negli anni 90, significava vivere senza social, cellulari e pc. Si comunicava faccia a faccia o, al massimo, attraverso il telefono fisso di casa o le cabine telefoniche. Ma bisognava parlare, esprimere a voce le proprie emozioni o delusioni, senza filtri e finzioni. Sono stati degli anni stupendi, dove ogni risultato, piccolo o grande che fosse, lo conquistavi con tanta fatica e sacrificio, sia in amore che in amicizia. Non esisteva il "tutto e subito" e, anche per questo, sentivi il gusto delle cose che ti accadevano intorno, non dando mai nulla per scontato. Per non parlare poi della musica, dei telefilm e dei film di quel periodo che rimarranno per sempre nella storia!
3) Come si può definire il valore e come veniva vissuto l'innamoramento in un'epoca in cui non esistevano i social e le app di incontri?
L'innamoramento era la cosa più complessa per un'adolescente a quei tempi, perché bisognava sempre metterci la faccia, rischiando di fare figuracce o prendersi dei no "colossali" dai quali non ci si riprendeva neanche dopo mesi. Era tutto molto difficile, ma anche molto bello e romantico, perché ci si inventava di tutto pur di conoscere una ragazza e provare a corteggiarla. E se per caso riuscivi ad avere il suo numero di telefono di casa, dovevi prepararti ad affrontare i genitori, prima di poter parlare con lei. E si viveva tutto così intensamente, col cuore sempre a mille, nella speranza che l'amore trionfasse, ma ben consapevoli che la delusione poteva essere dietro l'angolo.
4) Che potere ha l'amore secondo te durante l'adolescenza?
Preferisco rispondere a questa domanda riportandoti alcune righe del mio libro: "L'amore cambia tutto: le prospettive, i punti di vista, le priorità, il modo di affrontare le cose... Con lei accanto, niente avrebbe più potuto preoccuparmi... Avere una persona accanto che ti vuole bene, ti pensa e si preoccupa per te è la cosa più bella che può capitare a chiunque..."
5) Numerosi studi recenti sostengono che gli adolescenti di oggi fanno fatica ad esprimere e gestire le proprie emozioni. Tu cosa ne pensi al riguardo?
Non saprei dirti se sia davvero così. Sicuramente i social e la tecnologia in genere non aiutano in tal senso. E facendone un uso sempre maggiore, c'è il rischio di isolarsi o comunque di utilizzare i mezzi sbagliati per esprimere e gestire le proprie emozioni... quando basterebbe semplicemente parlare e guardarsi negli occhi. Noi adulti, però, da parte nostra dovremmo dare il buon esempio e non solo consigli che poi per primi non mettiamo in pratica.

6) L'amore ai tempi dell'Uomo Ragno non parla soltanto di amore ma anche di passioni come quelle nei confronti dello sport e della musica. che ruolo rivestono negli anni dell'adolescenza e quanto possono essere salvifiche?
Per me lo sport è stato vitale, come anche la musica. Non riesco a immaginare un'adolescenza senza una colonna sonora e la pratica di uno sport. La musica aiuta a sognare, a immaginare e a dare il giusto ritmo alle sensazioni e ai sentimenti. Lo sport è confronto, fatica, sacrificio, ma anche condivisione, gioia, libertà di esprimersi, di inseguire un obiettivo. Tutte cose che si ripropongono poi nella vita di tutti i giorni. Lo sport ti insegna a vivere e a farlo nel rispetto degli altri.
7) Un messaggio che daresti ad un adolescente di oggi...
Suggerirei di leggere molto e di stare pochissimo sui social e sui cellulari. Di riscoprire la parola, l'aggregazione e lo spirito di sacrificio per raggiungere i propri sogni. Non si ottiene mai nulla di buono senza impegno e preparazione, nonostante sui social il messaggio sembri esattamente l'opposto. Ma questo è solo una grande bugia.
8) A chi consigli la lettura del tuo libro?
Sicuramente ai nostalgici degli anni 90 che come me, erano adolescenti in quegli anni... e alle nuove generazioni affinché possano fare un viaggio in un'epoca bellissima che non esiste più, ma che vale la pena riscoprire e conoscere perché piena di valori veri che potrebbero essergli di aiuto.
