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Il dottor Martin Best e la socialità: Josh Charles e i personaggi neurodivergenti

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Il dottor Martin Best e la socialità: Josh Charles e i personaggi neurodivergenti

FiloTabù - Libertà di parlare, coraggio di svelare
Pubblicato da Meltea Keller in Neurobug di sistema · Mercoledì 18 Mar 2026 · Tempo di lettura 4 minuti
Tags: dottorMartinBestsocialitàJoshCharlespersonaggineurodivergenti
Chiamatemi strana, ma secondo me l’uomo più sexy del mondo delle serie Tv americane è Josh Charles. E lo penso sicuramente per due dei suoi ruoli iconici: Will Gardner di The Good Wife e il dottor Martin Best della comedy Best Medicine, recentemente riconfermata per la stagione due.

Dicevamo che di modelli di rappresentazione dell’AuDHD ad alto potenziale cognitivo (apc) non ce ne sono molti. Ho amato Will Gardner perché è un personaggio intenso e consapevole di quanto deve trattenere la propria intensità. Ogni tanto gli scappa di mano l’impulsività ADHD e si esprime in litigi, cazzotti o dichiarazioni inappropriate. Ha una mente guizzante, un’ironia tagliente e una passione totalizzante per il diritto penale ed il baseball. Nella prima stagione, confessa ad Alicia che solo con lei riesce a sentirsi sé stesso e che quello che mostra agli altri è una messa in scena perfezionata nel tempo (leggi, è consapevole del proprio masking). Fa fatica a farsi vedere dagli altri perché si percepisce come un ragazzo mai davvero cresciuto, sotto la scorza del grande avvocato. In fondo è convinto che la detective Kalinda (apparentemente fredda e che nasconde molto di sé) sia della sua specie, glielo dice più di una volta.

L’ho amato così tanto che non sono riuscita a terminare la terza stagione (non la quinta!). Soffrivo troppo. Mai successo per nessuna serie Tv al mondo. Ho pensato in seguito che se Will mi aveva colpito tanto c’era una ragione: è stata una delle poche volte che si è messo in scena un personaggio con tratti che oggi riconosciamo come neurodivergenti.
I King, gli autori, all’epoca non ne erano troppo consapevoli. Non hanno, che io sappia, mai dichiarato niente al riguardo.

Ma, dopo un’incursione notevole in Handmaid’s Tale, Josh è tornato con una comedy, con un personaggio più ombroso ma simile a Will: il dottor Martin Best. La serie è il remake di una inglese, l’incidente scatenante è che il dottor Best, dopo un trauma legato al sangue, torna a vivere nel paesino d’origine perché spera di poter gestire il ruolo di medico del villaggio. Il problema però è che la vita di paese è molto sociale e che il vecchio dottore venuto prima di lui ne era uno degli animatori: tutti si aspettano che lui faccia la stessa cosa. Perciò il dottor Best, che ha una spiccata capacità diagnostica e perde il sonno se non riesce a interpretare correttamente i sintomi di qualcuno, si fa odiare in varie maniere: privilegiando ciò che è giusto su ciò che è sociale, fermando manifestazioni e feste, smontando mitologie, e facendo poca vita di paese. Si innamora di Louisa con la stessa intensità trattenuta con cui Will era perso per Alicia, fatica molto a mostrare, oltre che esprimere, i propri sentimenti. A un certo punto dice a un bambino, allievo di Louisa, leggendo in lui la sua stessa intelligenza da apc, che la smetta di compiacere i compagni per farseli amici – tanto, data la sua capacità intellettuale, di veri amici non ne avrà fino al college. Louisa lo rimprovera perché il bambino ha solo dieci anni, ma Best sa quello che dice.
Si chiama gifted loneliness. Se qualche apc è riuscito ad evitarla, buon per lui.

Ecco, abbiamo bisogno di personaggi come questo. Per tradurci agli occhi altrui. Nel dottor Best, in chiave comica, riconosco la mia riservatezza, la mia gestione delle emozioni e della socialità, la mia devozione per l’interesse assorbente necessaria al mio benessere e il notare i dettagli del linguaggio del corpo altrui – cosa tipica delle persone ad alto potenziale. Il discorso che fa al bambino vorrei che qualcuno me lo avesse fatto, in preadolescenza.
Quindi, dato che questa rubrica ha lo scopo di raccontarci da dentro, specie gli AuDHD ad alto potenziale, il dottor Best merita di entrare tra le rappresentazioni che finalmente ci rispecchiano.



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