Il lutto da relazioni finite
Pubblicato da Roberta Visone in Articoli · Sabato 10 Gen 2026 · 4 minuti
Tags: lutto, relazioni, finite, perdita, emozioni, guarigione, amore, separazione, tristezza, crescita, personale, supporto, emotivo
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Quando finisce una relazione c’è un aspetto spesso ancora taciuto, che è stato accennato nell'articolo sul cycle-breaking: il lutto dal non poter ascoltare da altre persone testimonianze della tua infanzia e adolescenza.
Sia chi conclude un rapporto in modo attivo sia chi è vittima di una chiusura imposta sente sì la mancanza del rumore dei passi in casa, delle risate e di altri aspetti che il grande artista Cesare Cremonini ha descritto in modo poetico nella canzone “Marmellata #25”, eppure quando si rompe una continuità nei rapporti un aspetto ancora non abbastanza considerato emerge in modo particolare quando si diventa genitori.
Quando tuə figliə, infatti, ti chiede “Com’è stata la tua infanzia?” o “Cosa facevi quando eri adolescente?” e tu hai fatto di tutto per cancellarne i traumi, diventa difficile rimembrare e riportare in superficie ciò che è stato di te. Ti puoi sentire in colpa perché non hai abbastanza ricordi da raccontare e tramandare, che sia per scopo di intrattenimento o di guida o per entrambe le ragioni.
Le fotografie e i video possono sì sopperire a questo vuoto mnemonico e a questo vuoto da mancanza di persone che possano raccontare la propria prospettiva sulla tua identità passata, eppure quanto è doloroso quando di fronte alla famiglia di partner si fanno continui paragoni col proprio familiare e non ti menzionano nelle affinità di comportamento tra la te infante e adolescente e la tua progenie. Cala un silenzio carico di tristezza e amarezza: quanto
sarebbe stato bello se una persona del tuo nucleo d'origine avesse raccontato aneddoti sulla tua infanzia, rendendo così possibile nella mente della progenie e nel villaggio stesso una trasmissione di ricordi e di impronte fisiche e spirituali lasciate in questo mondo.
In altre parole, interrompere una relazione non significa solo smettere di frequentare una persona, avere nostalgia di momenti trascorsi insieme o custodire oggetti che ricordino quella persona. Interrompere una relazione significa anche spezzare quella continuità di esperienze e ricordi che legano le persone nel corso della vita, e ciò può impedire alla prole di conoscere a fondo i propri genitori. Finché hai una storia di infanzia e adolescenza da raccontare, tuə figliə può comprendere quali e quanti passi hai fatto per diventare ciò che sei, quali errori hai commesso, quali esperienze ti hanno resə il loro genitore. Se, però, vengono a mancare sia la componente mnemonica sia la testimonianza di persone del tuo passato, è come se fino all'età adulta non avessi veramente vissuto i primi vent’anni. Inoltre non sei immaginatə né pensatə a sufficienza da chi fa parte del tuo passato, quindi perché le persone del presente dovrebbero pensarti e immaginarti nella propria mente?
Ciò può essere un lutto ancora più pesante rispetto alla fine tout court della relazione: quando non
sei pensatə né immaginatə nella mente altrui è come se tu non avessi lasciato alcuna impronta nella loro vita e nel mondo. È come se non fossi esistitə su questo pianeta. Questo horror vacui può essere soffocante e può essere il motivo principale per cui si decide di mandare avanti relazioni malsane, ma col giusto aiuto specializzato e, perché no, con gente che torna sui propri passi e vuole ricucire i rapporti con te, questo vuoto è più dolce da
affrontare e superare. Si può imparare e far apprendere molto dalle esperienze passate, anche tramite le parole altrui, perciò è importante nella costruzione del legame genitore-prole l'intervento di parenti e amicizie che possano arricchire il discorso, farti ricordare chi fossi tu con loro, quali sentieri hai percorso e quali ostacoli ti hanno resə ciò
che sei.
Dopotutto, se un bambino pensato, mentalizzato nella mente dei genitori, è amato, perché lo stesso non dovrebbe valere con le persone adulte? In un mondo fatto di un eterno affaccendato presente, tramandare esperienze e identità passate può essere un'azione controcorrente, una panacea alla corsa frenetica verso il vuoto, persino una cura contro la
solitudine di chi non ha un villaggio a disposizione al quale affidarsi per far riposare mente e corpo e per vivere viaggi nel tempo dentro di sé e dentro ciò che altre persone hanno mentalizzato di te nel corso della vita.
Se hai voglia di raccontare in forma anonima il tuo pensiero o testimonianza, non esitare a contattare la redazione di FiloTabù redazione@filotabu.it.
