La bellezza che rompe il silenzio: corpo, pensiero e rivoluzione secondo Martina Giraldi
Pubblicato da Valeria Genova in Interviste · Venerdì 05 Set 2025 · 17 minuti
Tags: bellezza, silenzio, corpo, pensiero, rivoluzione, Martina, Giraldi
Tags: bellezza, silenzio, corpo, pensiero, rivoluzione, Martina, Giraldi
Cosa accade quando un corpo decide di esistere al di fuori delle righe, dei numeri, delle taglie?
Quando sceglie di non chiedere più il permesso per essere visto, desiderato, ascoltato?
Accade che la bellezza si fa atto di coraggio e la filosofia incontra la pelle: quella vera, segnata, viva, parlante.

Nel nostro tempo, in cui il potere si annida anche nello sguardo, la ribellione più radicale può iniziare dallo specchio. Martina Giraldi, modella curvy, attivista e voce lucida contro la grassofobia sistemica, incarna una resistenza che non ha bisogno di urlare: le basta esserci.
Il suo percorso mette in crisi i confini tra estetica e etica, identità e corpo, valore e visibilità.
Come direbbe Foucault, il potere disciplina i corpi. Ma c’è chi, come Martina, trasforma il proprio corpo in luogo di liberazione.
1) La società occidentale ha a lungo identificato la bellezza con la magrezza. Cosa accade, secondo te, quando una persona decide di incarnare un'altra idea di bellezza? È un atto estetico o etico?
Mi permetto di dire che l'ideale di magrezza è abbastanza recente nella storia dell'essere umano, salvo brevi periodi storici (es. Medioevo, età Vittoriana, anni '20 ed era attuale) essere in carne era sinonimo di salute e benessere.
Ci sono complesse motivazioni sociologiche ed economiche dietro alla diet-culture, consiglio vivamente di leggere il libro "Fearing the black body, the racial origins of Fat Phobia" di Sabrina Strings.
Ma se fino al secondo dopoguerra essere magri era più che altro uno status symbol che indicava l'appartenenza ad una classe e ad un ceto sociale, dagli anni '70 in poi si è iniziato ad associare la magrezza (anche estrema) alla salute.
Perciò una persona anche solo leggermente sovrappeso non poteva esistere pacificamente, no, iniziava ad essere bersaglio di critiche da parte della società e da una grande percentuale di medici, con la scusa "eh ma la salute!"
Una persona grassa, o anche leggermente sovrappeso, non può rispondere, non può prendersela se le viene fatto bodyshaming, perché chi fa questa discriminazione risponderà sempre "eh ma la salute!"
Questo è un punto importante che dobbiamo sottolineare per capire la gravità della grassofobia, ed iniziare a smontare questa credenza limitante pezzo per pezzo.
Per questo penso che sia molto importante la moda inclusiva: per mostrare che tutti i corpi sono degni di esistere e soprattutto di essere rispettati.
Quindi per me la moda inclusiva non è solo una scelta estetica, ma anche etica.
Ricollegandomi a ciò che ho detto sopra, sin da piccole ci insegnano che "dobbiamo essere in un certo modo per essere amate" ed addirittura "che avere un determinato corpo (fuori dagli standard di bellezza) è sbagliato e può dare "fastidio" agli altri".
Si pensi, per esempio, alle tante persone indignate se vedono una persona formosa (o troppo magra o con una disabilità) in costume in spiaggia. Si sprecano i commenti sul "gusto" e sulla "classe" che tale persona dovrebbe tenere, coprendosi.
Mentre se lo stesso costume/abbigliamento viene indossato da un corpo che rispetta gli standard di bellezza, ciò non solo va bene, ma viene anche apprezzato e commentato positivamente.
In questo contesto, ad un certo punto interiorizziamo quelle voci, quelle critiche esterne, quei commenti negativi che sentiamo e diventano un rumore di fondo costante nella nostra testa, che piano piano si insidia nel nostro subconscio e diventa una "credenza limitante" che guida e limita la nostra vita quotidiana.
Quando facciamo un percorso di crescita personale e ci accorgiamo che, per quanto ci impegniamo, ci sono dei "blocchi", questi sono probabilmente il nostro continuo dialogo interno di autocritica e/o le credenze limitanti nel nostro subconscio.
Nel mio caso ho lavorato molti anni su me stessa per smantellare ad una ad una queste credenze limitanti e ripulire la mia mente dal costante brusio negativo.
E non ho ancora finito!
Il mio percorso personale e quello di altre modelle curvy e plus size, anche molto più famose di me, ha messo in crisi sia il mondo della moda che la diet culture.
Entrambi guadagnavano dall'ideale bellezza=magrezza:
- la moda risparmiava moltissimo sui costi di produzione, perché produrre un range di 4 taglie (dalla XS alla L) è molto più economico che produrre fino a taglie molto grandi. Non è solo un discorso di "quantità di stoffa": dovete sapere che i macchinari del tessile e della grande distribuzione sono costruiti e tarati per arrivare fino alla 44/46, oltre a questa taglia ci vogliono NUOVI MACCHINARI, costosissimi. Molte ditte e brand decidono di non fare questo investimento e continuare con il range di taglie fino alla L.
- In merito alla diet-culture, pensate ai guadagni miliardari di cibi dietetici, integratori per il dimagrimento, estetica per il dimagrimento, chirurgia estetica...se le persone sono felici del loro aspetto, non spendono tutti questi soldi.
(Ho fatto una stima che SOLO PER IL DIMAGRIMENTO E PERDITA DI PESO, tra centri dimagrimento, integratori, trattamenti estetici per la perdita di peso, creme rassodanti/snellenti, pasti sostitutivi e visite da dietisti, in 24 anni ho speso più di 50.000 Euro).
Fino a 3 anni fa, sembrava che ce l'avessimo fatta, che avessimo battuto la diet culture.
Invece no: c'è stato un effetto boomerang e stiamo tornando ai livelli di grassofobia di una decina di anni fa.
I fattori principali sono 3:
- social media come Tik Tok ed Instagram promuovono la magrezza (lo stesso costume indossato da una modella magra va bene, se la modella invece è curvy, va in shadowban e quindi non viene visualizzato dagli utenti=sui social vedo sempre più corpi magri e meno corpi normopeso o formosi)
- da 3/4 anni stanno gradualmente sparendo le modelle curvy e plus-size dalle passerelle. Alla MFW dell'anno scorso, a parte Ashley Graham, non c'è stata nessun altra modella curvy (o se c'è stata, i media non ne hanno parlato)
- Ozempic e farmaci GLP-1 per il dimagrimento. Questi farmaci nascono originariamente per le persone diabetiche e fanno perdere peso come effetto secondario. Da quando Oprah Winfrey ne ha parlato pubblicamente in TV, c'è stata una corsa al medicinale anche da parte delle persone sane che volevano perdere peso. In Italia questo farmaco ha un costo tra i 350 e gli 800 euro al mese, da pagare di tasca propria a meno di non essere diabetici. Bacchetta magica? No: agisce ormonalmente sulla sensazione di fame e quindi la persona si sente sazia quasi subito e mangia pochissimo.
Oltre ai TANTI effetti collaterali (ci sono persine che hanno avuto effetti collaterali gravi, problemi del tratto gastrointestinale, recentemente una signora australiana è deceduta nonostante il farmaco fosse stato prescritto per la perdita di peso) l'effetto finisce non appena si smette il farmaco e si riprendono tutti i kg, forse anche qualcuno in più.
Perché succede questo?
Perché finché vedevamo le modelle curvy sulla cresta dell'onda, finché si parlava di moda curvy, plus size, fino a quando si inneggiava alla Bodypositivity, molte persone sovrappeso si sono sentite "incluse".
Purtroppo no.
Mi auguro che questo cambi, io mi sto impegnando personalmente perché ciò accada, ma il cambiamento ha bisogno di tante persone per accadere.
4) Il filosofo Foucault sosteneva che il potere si esercita anche attraverso lo sguardo. Qual è stato il momento in cui hai smesso di vivere sotto lo sguardo degli altri e hai iniziato a guardarti con i tuoi occhi?
Questa domanda mi offre lo spunto per parlare di un momento che mi sta molto a cuore.Il momento in cui "è scattato il mio interruttore mentale" ed ho iniziato a fregarmene degli sguardi e delle opinioni altrui.
Siccome io sono parecchio testarda, ho avuto bisogno di ben TRE scintille:
- la prima scintilla, a Settembre 2018, guardando la commedia "Come ti divento bella" con Amy Schumer (guardatela!!!). La protagonista lotta tutta la vita per essere bellissima come le modelle dei magazine che legge, un bel giorno sbatte la testa e... si VEDE bella. Tutti la vedono burrosa come prima, ma lei VEDENDOSI bella inizia a comportarsi come se lo fosse e..., dovete guardarlo, è bellissimo e divertente!
- La seconda scintilla è stata la modella Iskra Lawrence: per la prima volta vedevo una modella curvy con la mia fisicità "a pera" (busto piccolo, sedere e gambe formose). In quel momento mi sono sentita validata, prima di quel momento pensavo che solo le donne a clessidra, con seno e sedere, ma pancia e gambe magre, venissero accettate. Ho scoperto che fuori dall'Italia gli ideali di bellezza sono diversi, ad esempio la mia fisicità viene molto apprezzata in UK, USA ed India!
- La terza scintilla è stata la Bodypositive Catwalk di Laura Brioschi. Ho letto un articolo sul giornale ed ho deciso di partecipare. Fino a quel momento ero stata timidissima ed insicura, non ero mai salita su un palco! Ho partecipato ad un concorso Bodypositive collegato alla Bodypositive Catwalk per gioco e per farmi coraggio ed incredibilmente ho vinto! Non ero la "più bella" ma ho scoperto che la mia positività, autostima acquisita ed il sorriso facevano sì che anche il pubblico mi vedesse bella. Un pò come era successo alla protagonista del film che avevo visto!
Verissimo, soprattutto nei confronti delle donne e delle persone con fisici non conformi.
L'essere umano è un animale sociale e per questo cerca conferme per essere accettato nel gruppo.
Vergognarsi ci fa isolare.

Il mio gesto rivoluzionario è stato molto piccolo: ho deciso che sarei andata a ballare e in spiaggia anche se ero grassa, cosa che per anni non avevo fatto dicendo "quando sarò magra lo farò".
6) In una cultura che spesso separa bellezza e intelligenza, corpo e pensiero, quanto è stato liberatorio affermare la tua identità complessa – senza dover "compensare" o giustificare nulla?
Sarò sincera, a volte mi capita ancora di trovare a giustificarmi, soprattutto quando le persone mi rispondono "EH MA LA SALUTE".Continuo a ripetere questo concetto perché spero che prima o poi entri nella mentalità della società.
Talvolta mi capitano persone che pensano che io sia "stupida" solo perché faccio la modella, io glielo lascio credere e se vogliono possono cambiare idea conoscendomi altrimenti va bene lo stesso :-).
Qui torniamo al discorso sull'autostima che facevo sopra.
Quando una persona lavora su se stessa e raggiunge una buona consapevolezza di sé, fiorisce senza aver bisogno di rendersi esteticamente accettabile dagli altri.
Significa essere consapevoli sia dei propri punti di forza che dei propri limiti ed agire di conseguenza.
Che sia uno yacht (il corpo esteticamente perfetto e socialmente accettabile secondo gli standard di bellezza attuali), o una caravella, o un transatlantico, o una barchetta noi dobbiamo prendercene cura nel migliore dei modi per farlo durare il più possibile e per navigare in qualsiasi condizione ed avversità.
Vincere Top Curvy è stata un'emozione indescrivibile ed ancora oggi mi domando "È successo davvero?"

Il motivo per cui ho partecipato a questo concorso internazionale è stato perché speravo di vincere una fascia ed avere un riconoscimento e la visibilità necessaria per poter entrare nei Comuni e nelle scuole della mia zona a parlare con i ragazzi di bodyshaming, lotta al bullismo, bodypositivity ed autostima.
Non pensavo di vincere, ma anche avendo vinto il titolo internazionale, nessuna associazione mi ha permesso di fare ciò che volevo e che secondo me è importante a livello sociale.
Oggi direi alle persone che si sentono escluse dall'idea dominante di bellezza questo:
Ho 44 anni, porto la taglia 50 e sono alta 165cm. Secondo la società non incarno l'ideale di bellezza ma io mi sento bella fuori e soprattutto dentro.Se io, imperfetta, mi sento cosi, può farlo chiunque. Basta lavorare su di sé a livello mentale ed emotivo (anche con l'aiuto di specialisti se necessario) e sulla propria autostima.
La libertà che dovete concedervi è quella di ESSERE e di VIVERE come pensereste di fare se foste in un corpo esteticamente accettato. Perché lo potete fare fin da ora. La bellezza o non bellezza non delimita il raggio delle vostre azioni.
E ricordatevi: se qualcuno vi prende in giro, o fa delle osservazioni negative sul vostro fisico, non accettatele, non date ragione, non trovate "scuse", dite semplicemente "Non mi sta bene questa osservazione sul mio corpo" "Merito rispetto" "No, grazie". Senza inutili polemiche. Se la persona insiste, avete la facoltà di girarvi e di andare via, verso la libertà e la felicità di essere chi siete!Nel linguaggio dei corpi liberi, fiorire non è un premio per chi si conforma: è un diritto originario, un destino da reclamare.
Perché forse, come suggeriva Aristotele, l’eudaimonia – la fioritura dell’anima – passa anche per la pelle.
Martina ci ricorda che ogni corpo è un territorio politico e poetico. Che la bellezza non dovrebbe mai essere una frontiera da attraversare, ma una casa in cui riconoscersi.
La sua storia è quella di chi non ha aspettato il “via libera” della società per vivere. È quella di chi ha smesso di giustificarsi per occupare spazio. Di chi ha imparato a guardarsi con i propri occhi e ora insegna ad altri a fare lo stesso.
E comincia nel momento esatto in cui smettiamo di credere di doverci cambiare per meritare l’amore.
