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La psicoterapia per diventare la versione migliore di sé stessi. Intervista alla psicoterapeuta Martina Migliore

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La psicoterapia per diventare la versione migliore di sé stessi. Intervista alla psicoterapeuta Martina Migliore

FiloTabù - Libertà di parlare, coraggio di svelare
Pubblicato da Mariangela Cutrone in PhilosFabula · Venerdì 10 Ott 2025 · Tempo di lettura 5 minuti
Tags: psicoterapia, miglioramento, personale, Martina, Migliore, intervista, salute, mentale, autoconoscenza, crescita, personale, benessere, psicoterapia, individuale, sviluppo, personale
Negli ultimi anni si sta assistendo sempre di più ad un interesse maggiore da parte delle nuove generazioni nei confronti della salute mentale e del benessere psicologico.
 
Eppure “andare dallo psicologo” e decidere di intraprendere un percorso terapeutico è ancora considerato una” roba da pazzi” o un segno di debolezza.  La psicoterapia è invece un valido e prezioso strumento che ci può aiutare a crescere ed evolvere. Ci permette di acquisire gli strumenti utili e preziosi per potere affrontare le difficoltà della vita con inedite consapevolezze utili per conoscersi meglio e relazionarci con serenità con gli altri. Ci insegna ad ascoltare e accettare le proprie emozioni e capire come reagire ad esse efficacemente.
 
Ci guida e ci fa capire che siamo noi i diretti protagonisti della nostra esistenza e come tali meritiamo di vivere in piena coerenza con i propri desideri, valori, ideali e sogni più autentici per condurre esistenze significative e di qualità.
 
Sull’argomento conversiamo in questa intervista con la dottoressa Martina Migliore, psicoterapeuta e Direttrice della formazione e sviluppo in Serenis.

1) Dottoressa Migliore, andare dallo psicologo è ancora un tabù oggi?
Credo che il tabù sia molto più basso rispetto al passato, ma non è del tutto scomparso. Vedo che i giovani sono molto più aperti e sensibili al tema, sono più informati e consapevoli vedendo lo psicologo non come un'ultima spiaggia, ma come una risorsa per la crescita personale. Le generazioni precedenti, soprattutto in alcune realtà rurali, invece, lo vivono ancora come un segno di debolezza, quasi a dire “Non sono stato capace di farcela da solo”. C'è ancora da lavorare, ma la strada è quella giusta.

2) Da cosa è alimentato lo stigma nei confronti della salute mentale?
Lo stigma si nutre di ignoranza e disinformazione, oltre che di una cultura passata che demonizzava la psichiatria e molte forme di terapia. Spesso le persone non sanno cosa sia un disturbo mentale, il benessere mentale e pensano sia una cosa 'da matti'. C'è anche una forte influenza culturale, l'idea che 'i problemi si risolvono in casa' o che 'bisogna essere forti e non cedere'. E poi ci sono i media che, purtroppo, spesso rappresentano la malattia mentale in modo distorto, associandola a figure pericolose o instabili, contribuendo a diffondere paura e pregiudizi.

3) Quali conseguenze può comportare lo stigma nei confronti della salute mentale?
Le conseguenze possono essere devastanti. La più grave è che molte persone che avrebbero bisogno di aiuto, non lo cercano per paura di essere giudicate. Preferiscono soffrire in silenzio che essere etichettate. Lo stigma può portare anche a un forte senso di isolamento, la persona si sente 'diversa' e si allontana da amici e famiglia per non dover spiegare o nascondere la propria sofferenza. E poi c'è l'impatto sull'autostima: chi soffre di un disagio mentale e si sente stigmatizzato, finisce per provare vergogna e senso di colpa, e questo peggiora il suo stato.

4) Ci sono delle strategie che possono contribuire a superare lo stigma. se sì quali?
Assolutamente sì. La prima cosa è l'informazione: bisogna parlare di salute mentale a scuola, al lavoro, nei media, per far capire che è un aspetto della vita di tutti noi. Poi è fondamentale la normalizzazione del discorso: se parliamo di ansia o depressione come di qualsiasi altra cosa, si perde il senso di 'tabù'. Una psicoeducazione di base, su come funziona la nostra mente, come si è evoluta e sul significato delle emozioni, ad esempio, potrebbe prevenire lo sviluppo di molte problematiche.
Infine, le testimonianze personali sono potentissime: quando una persona racconta la sua esperienza, spiega che la terapia l'ha aiutata, ispira e incoraggia gli altri a fare lo stesso. Le piattaforme come Serenis, ad esempio, sono un passo importante in questa direzione.

5) Quanto la terapia può essere fonte di crescita ed evoluzione?
Tanto, tantissimo, ma ovviamente non è per tutti. La terapia non serve solo a 'aggiustare' un problema o un disagio. Spesso si inizia per una crisi, ma poi si scopre un percorso di crescita e profonda conoscenza di sé. Si impara a riconoscere le proprie emozioni, a capire perché si reagisce in un certo modo e, soprattutto, si acquisiscono gli strumenti per affrontare le sfide della vita con più consapevolezza. È un viaggio dentro di sé che può aiutarti a diventare una versione migliore di te stesso.

6) Come funziona la psicoterapia e cosa aspettarsi?
La terapia è un percorso, non una soluzione magica. Il terapeuta non ti dà consigli o ti dice cosa fare. Piuttosto, ti guida in un dialogo con te stesso. È un luogo sicuro dove puoi dire tutto, senza paura di essere giudicato. Si lavora insieme per capire quali sono i tuoi schemi di pensiero, le tue dinamiche relazionali e come affrontarle. Non aspettarti di risolvere tutto in due sedute, ci vuole tempo e impegno. Ma la cosa più importante è che, passo dopo passo, impari a conoscere te stesso, a gestire le tue emozioni e a costruire la vita che desideri.


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