Vai ai contenuti

Maternità e malattia mentale

Salta menù
Salta menù

Maternità e malattia mentale

FiloTabù - Libertà di parlare, coraggio di svelare
Pubblicato da Samantha Bovo in ScomodaMente · Venerdì 12 Set 2025 · Tempo di lettura 4 minuti
Tags: maternità, malattia, mentale, depressione, disturbi, d'ansia, periodo, perinatale, genitorialità, carico, culturale, tabù, maternità, perfetta, padre, invisibile
La malattia mentale non conosce genere: riguarda madri e padri, e inevitabilmente, coinvolge l’intero nucleo familiare.
 
I dati però parlano chiaro: le donne, soprattutto nel periodo perinatale (dalla gravidanza al primo anno dopo il parto), sono più esposte a depressione e disturbi d’ansia.
Su di loro pesa un elevato carico culturale e sociale, alimentato da un ideale di maternità perfetta: madre instancabile, sempre accogliente, priva di fragilità.
 
Questo tabù  è ormai noto e nasce da un modello sociale che pretende la perfezione dalle madri e rende invisibili i padri.
 
Se sei madre, puoi ammalarti, ma non di mente.
Puoi avere la pressione alta, la tiroide che non funziona, persino un tumore: la società compatirà. Ma se il disagio è mentale, non sei più una persona “coraggiosa”. Diventi una madre inadeguata, pericolosa, sbagliata.

Il silenzio
Molte donne interiorizzano presto una regola non scritta: non parlarne.
 
Tacciono con i medici, con i familiari; evitano di chiedere aiuto, perché temono che ogni parola possa essere usata contro di loro: «e se mi togliessero i figli?».
Così portano avanti il copione della madre “perfetta” mentre dentro combattono guerre invisibili.
E i bambini? Intuiscono molto più di quanto immaginiamo.

La realtà clinica
La depressione perinatale colpisce il 10-15% delle madri. I disturbi psichici sono tra le condizioni croniche più diffuse nelle donne in età fertile.
 
Eppure, la narrazione pubblica, ignora quasi del tutto questa realtà.
Studi internazionali confermano che la prole di genitori con malattia mentale, abbiano una maggiore probabilità di sviluppare ansia o depressione; tuttavia, la ricerca dimostra che i figli non sono condannati. Programmi come il COPMI (Children of Parents with a Mental Illness) mostrano che, con il giusto sostegno, i bambini possono sviluppare resilienza e non fragilità.
 
Il potenziamento di fattori protettivi, un  attaccamento sicuro, il sostegno della rete familiare, interventi psicoeducativi, riducono in modo significativo il rischio.
Anche in Italia sono stati avviati progetti pilota madre-bambino che combinano terapia farmacologica, psicoterapia e supporto alla genitorialità.
I risultati sono incoraggianti: le madri migliorano e i figli crescono più sereni e meno vulnerabili.

E allora la domanda scomoda è inevitabile: chi fa più male ai bambini?
La madre con una diagnosi psichiatrica, o la società che la isola?
Il disturbo, o lo stigma che la costringe al silenzio e la priva delle cure?

Forse non è la malattia a rendere una madre fragile, ma il tabù che la circonda.
 
Finché continueremo a negare questa realtà, non proteggeremo i figli: resteremo complici del silenzio.
Una madre con una malattia psichica non è un pericolo da nascondere, ma una persona da sostenere.
Curarla significa proteggere anche i suoi figli.
 
I servizi possono rafforzarsi, crescere, innovarsi. Ma la vera svolta non dipende solo dalle istituzioni: dipende da noi.
Dal modo in cui guardiamo le madri, i padri, chi soffre.
Finché continueremo a considerare la malattia mentale come diversa dalle altre, il tabù resterà intatto. E non ci sarà cura che tenga.

E i padri? Anche loro non hanno il permesso di mostrarsi vulnerabili. Ma questa è un’altra storia, che merita un articolo a parte.
 

Fonti
●      World Health Organization. (2022). Mental health of women during pregnancy and postpartum.
●      Ministero della Salute (2022). Salute mentale in Italia. Rapporto annuale.
●      Goodman, S. H., et al. (2011). Children of parents with mental illness: risks and resilience. American Journal of Psychiatry, 168(6), 550–559.
●      Beardslee, W. R., Gladstone, T. R. G., & O’Connor, E. E. (2011). Transmission and prevention of mood disorders among children of affectively ill parents. JAACAP, 50(11), 1098–1109.
●      Hosman, C. M., van Doesum, K. T., & van Santvoort, F. (2009). Prevention of emotional problems in children of parents with a mental illness. Australian e-Journal for the Advancement of Mental Health, 8(3), 250–263.
●      Serra, G., Spoto, A., Tomba, E., & Baldessarini, R. J. (2015). Interventions to reduce the impact of parental psychiatric disorders on children: A systematic review. Current Psychiatry Reports, 17(7), 60.
●      COPMI – https://www.copmi.net.au
           

 
 


FiloTabù ETS
CF: 96647800588
via San Telesforo 10, Roma
Torna ai contenuti