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Nessuno è nessuno. Si può fare filosofia con l'arte?

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Nessuno è nessuno. Si può fare filosofia con l'arte?

FiloTabù - Libertà di parlare, coraggio di svelare
Pubblicato da Valeria Genova in Articoli · Giovedì 13 Mar 2025 · Tempo di lettura 5 minuti
Tags: filosofia, arte, Nessuno, espressione, artistica, pensiero, critico, cultura, estetica, interpretazione, dialogo, creatività
L’arte non sempre nasce dalla meraviglia o dallo stupore come la filosofia, ma, sicuramente come quest’ultima, nasce dalla necessità di dare voce alla propria visione del mondo, che scaturisce spesso da semplici e banali domande.

Cogito ergo sum, “penso dunque sono” diceva Cartesio, dando all’attività del pensiero la più importante responsabilità, quella del “far essere qualcuno”.

Ecco che l’arte, dunque, affiorando da quesiti più o meno intimi sulla vita, sul mondo ma anche sulla normale quotidianità, è filosofia, è amore del sapere, del conoscere, del dare risposte; e se nasce da domande e soprattutto induce a porne, fa “essere” colui che vi si immerge.

È proprio l’esperienza dell’Essere quella che si vive durante la mostra dell’artista Andrea Pinchi, “Nessuno è Nessuno”, di cui già il titolo smuove innumerevoli interrogativi che aumentano durante la visione delle sue opere e sfociano in importanti riflessioni sull’esistenza e sulla realtà che ci circondano.



Nessuno è Nessuno, un sogno, un viaggio onirico che attraversa le atmosfere iperuraniche della mente umana con un solo traghettatore: il super eroe che non può mancare in nessuna favola, così come in nessun sogno e nemmeno nella vita di tutti i giorni, anzi, soprattutto in quest’ultima è l’ancora cui aggrapparsi per poter sopravvivere e, dunque, vivere.

L’eroe di Pinchi è il palombaro, colui che va nella profondità del mare a ricercare per poi riaffiorare portando a galla ciò che superficialmente è invisibile ad ogni occhio. Quasi l’alter ego dell’interiorità dell’artista che si esprime in un continuo gioco di mimetismo tra sogno e realtà, tra mito ed esperienza concreta.

La mitologia che si cela dietro alle opere di Pinchi rivela la realtà che tutti i giorni noi viviamo: errori, passioni e tormenti che turbano gli dèi quanto gli uomini. La mostra sembra quasi umanizzare i primi togliendo la maschera al mito che altro non è se non, appunto, quotidianità.

E “Nessuno” chi è?

Forse si identifica proprio con il palombaro/eroe con cui lo spettatore può empatizzare trasformando davvero “nessuno” nel protagonista della propria vita.

D’altronde anche Ulisse era Nessuno nel noto episodio omerico per sfuggire alle grinfie di Polifemo: l’astuzia dell’eroe associata ad una parola che risulterebbe denigrante, se davvero rappresentasse “nessuno” in senso lato. Invece, nell’opera omerica, così come nelle opere di Andrea Pinchi, Nessuno è l’eroe e ognuno di noi ne veste i panni.

In una società che tende all’appiattimento, all’omologazione e quasi all’azzeramento del proprio essere a beneficio dell’apparire, “Nessuno è Nessuno” pare quasi un grido di allarme con cui ogni anima, imprigionata dalle ferree e vacue regole della perfezione a tutti i costi, vuole tagliare le catene e acquisire la propria innata identità o più semplicemente vuole “essere”.

Nessuno è Nessuno, quindi tutti SIAMO.


E siamo se si pensa, se ci si fa scuotere dai dubbi, dalle domande che permettono di scavare, di andare a fondo, come il palombaro, a cercare le risposte per dare un senso o, per lo meno, per provare a darlo a tutto ciò che ci circonda e/o ci pervade.

Tra i colori netti e “antagonisti” delle opere di Pinchi lo spettatore di Nessuno è Nessuno, se da un lato rimane a galla conscio di quello che sta osservando, dall’altro si smarrisce tra prospettive, buchi e salti in cui il palombaro cerca di farsi trovare chiaramente come per dare un appiglio e fare luce sui fondali dell’opera, cioè dell’anima di ciascuno di noi.

“Tutto si concede a chi porta luce”, afferma Andrea Pinchi in e con un’altra sua opera,

Perché nella Luce si comprendono confini e orizzonti, altezze e profondità, colori e timbri tonali.
Perché nella Luce ogni pensiero ideale crea un perimetro e una superficie che lo rendono AZIONE.

Gianluca Marzani

E allora tutto si concede al palombaro - super eroe dei quadri di Pinchi, così come ad ognuno che ricerca, con fatica, con sacrificio, nel buio o nella penombra, facendo luce, quella luce che dà forma e consistenza, quella luce che trasforma il pensiero in azione, come dice Marzani, quella luce che fa, quindi, ESSERE.

In presenza di questa luce, donata da noi stessi o da altri, Nessuno è Nessuno e Niente è Niente perché può essere non più solo immaginato ma anche realisticamente pensato, delineato, definito.

È, dunque, forse l’atto di pensiero dell’artista che ricerca nella sua interiorità sedimentata, a far essere il palombaro rivelatore di consapevolezza dell’unicità di ciascuno di noi.

Ecco che così filosofia e arte si fondono per dare vita a risposte che rimangono sospese per domande fondamentali sull’esistenza quali “chi sono?”, “dove stiamo andando?”. Una sospensione quasi catartica, liberatoria, che va a contrastare la profondità degli abissi dell’anima perlustrati dal buon palombaro.

L’arte di Pinchi riesce, nella sua continua evoluzione, ad allineare pianeti diversi, mondi considerati lontani, come in questa mostra corpo e paesaggio che si intersecano senza mai recare disturbo a chi guarda, anzi, dando respiro grazie agli spazi, alle geometrie, alle pennellate e alla disposizione di pochi elementi nelle opere.

Un viaggio, quello di “Nessuno è Nessuno”, per ciascuno di noi, verso la propria Itaca, la salvezza, in direzione di un profondo riconoscimento della propria identità.

Un viaggio non in superficie ma in totale apnea per andare a scandagliare ogni centimetro di fondale della propria anima per recuperare ciò che ci permette realmente di Essere.

Cogito ergo sum.

Il pensiero si fa arte e l’arte predispone all’Essere unicum in mezzo a tanti Nessuno








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