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Non avrò bisogno di fuggire se non cercherai continuamente di ficcarmi dentro una gabbia

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Non avrò bisogno di fuggire se non cercherai continuamente di ficcarmi dentro una gabbia

FiloTabù - Libertà di parlare, coraggio di svelare
Pubblicato da Agnese Rabagliati in Libera e Imprudente · Venerdì 12 Set 2025 · Tempo di lettura 3 minuti
Tags: matrimonio, tabù, donne, libertà
Il termine "matrimonio" affonda le sue radici nell’etimologia latina mater (madre) e monus (dovere), indicando originariamente il “dovere della madre”. Un concetto che rimanda a un’epoca in cui l’unione tra due persone era fortemente legata a obblighi sociali, familiari e riproduttivi.

Oggi, fortunatamente, il matrimonio non è più una tappa obbligata nella vita di tutti, ma sempre più una scelta consapevole.

Nonostante il suo significato si sia evoluto, il matrimonio resta un evento carico di simbolismo, emozione e – spesso – di costi notevoli. In Italia, la spesa media per un matrimonio si aggira attorno ai 25.000 euro: una cifra che equivale, più o meno, a uno stipendio medio annuo. Una somma importante per un solo giorno, anche se indimenticabile.

La lista delle spese può diventare rapidamente infinita: location, catering, fiori, vestiti, anelli, fotografo, videomaker... Ogni dettaglio sembra indispensabile, ogni aggiunta un tocco in più di unicità. E le novità non mancano: tra le ultime tendenze sui social, spicca la figura della live painter, un’artista che dipinge dal vivo un ritratto degli sposi durante la cerimonia, una performance che imprime l’amore su tela da custodire per sempre.

Tutto questo rende il giorno delle nozze un momento unico e irripetibile, ma anche carico di aspettative e, talvolta, di forte stress. Ci vuole equilibrio per non perdersi nella ricerca della perfezione, infatti, i preparativi spesso si protraggono per mesi, richiedendo un notevole impegno emotivo e mettendo già alla prova i futuri sposi, ancor prima del fatidico “sì”.

Ma cosa significa davvero quel “sì”? Una delle frasi centrali della cerimonia religiosa è: “Prometto di esserti fedele sempre.” Nel libro di Michela Murgia Dare la vita questa promessa viene analizzata in profondità: cosa vuol dire essere fedeli? Non sarebbe forse più autentico promettere di essere affidabili sempre? Alla fine, ciò che conta è esserci: esserci nel cambiamento, esserci nelle crisi, esserci quotidianamente.

Michela Murgia scrive:
“La violazione della fedeltà è l’alibi delle violenze domestiche e dei femminicidi. È in nome della fedeltà che si può dare a una donna della puttana, giudicarne il comportamento e persino ottenere delle attenuanti in tribunale se la si ammazza. Se devono imporci di promettere la fedeltà, è perché non ci appartiene: tuttə vogliamo essere liberə, perché solo dentro alla più completa libertà è possibile esercitare la più stabile delle responsabilità.

Non avrò bisogno di fuggire, se non cercherai continuamente di ficcarmi dentro una gabbia.”

Un passaggio che invita a riflettere sul significato stesso del matrimonio oggi: non un vincolo imposto, ma una scelta consapevole, che trova valore nell’affidabilità reciproca e nella responsabilità condivisa. Perché amare non è possedere l’altra persona, ma scegliersi giorno dopo giorno, in libertà.


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