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Sfatare il tabù della psicoterapia: chiedere aiuto è rivoluzionario

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Sfatare il tabù della psicoterapia: chiedere aiuto è rivoluzionario

FiloTabù - Libertà di parlare, coraggio di svelare
Pubblicato da Roberta Visone in Articoli · Martedì 04 Nov 2025 · Tempo di lettura 4 minuti
Tags: psicoterapiachiedereaiutotabùsalutementalebenessererivoluzionesupportopsicologicostigmaautoconoscenzacrescitapersonale
Se c'è un tabù ancora imbattibile, sicuramente è quello di ricorrere alla psicoterapia: vige ancora la convinzione che solo coloro che non vanno d'accordo con nessunə e che litigano col mondo intero debbano andare in terapia. Ciò alleggerisce le coscienze di chi, la coscienza, non l'ha mai guardata né tanto meno curata: dopotutto, è proprio la mancanza di consapevolezza a rendere le persone arroganti con chi decide di affidarsi a cure psicologiche perché “tanto io non ne ho bisogno, sei tu a non stare bene con la testa, sei tu a dare di matto!”

Ebbene, la buona notizia è che questo tabù sta venendo sfatato sempre di più e di questo bisogna ringraziare le esigue persone delle generazioni Boomer e X, la generazione Millennial (che più di tutte si ritrova tra l'incudine e il martello in ogni settore) e quelle successive. È grazie al passaparola e all'attivismo fatto sui social che sempre più persone stanno decidendo di uscire dal proprio guscio e di rivolgersi a personale specializzato in psicoterapia.

Chi è genitore, insegnante, cycle-breaker e in primis una persona che dentro si guarda eccome, sente la necessità di alleggerire il carico, anche perché la deriva che la società occidentale sta prendendo da diversi anni è caratterizzata da un estremo individualismo, da un perenne doversela cavare solo con le proprie forze e dalla diffidenza eccessiva verso l'altro, impedendo così alle persone di chiedere aiuto e di fidarsi di qualcunə. Dopotutto, secondo la mentalità vigente se chiedi una mano sei una persona debole, significa che non ce la fai, e quindi sei destinatə al fallimento.

La realtà è che la gente ha paura di entrare dentro sé, sia perché non vuole trovare lo stesso vuoto di cui ci si circonda ogni giorno sia perché l'autostima è così bassa da pensare di non potercela fare, di non essere all'altezza della situazione, di non performare al 100%... e chissà quali altri motivi si celano dietro sguardi sospetti e sorrisi beffardi che mietono vittime sia tra femmine sia tra maschi: le prime continuano a essere bollate come isteriche e troppo emotive (laddove a volte è proprio l'eccessivo uso dell'intelletto ad allontanarci dalle nostre emozioni), i secondi sono considerati non virili, irrispettosi dei dettami della mascolinità osannata dal patriarcato, dei reietti che vanno allontanati perché chi vorrebbe stare con un malato mentale?

È proprio questo il motore che spinge le persone a fare terapia: poter recuperare e rafforzare la propria salute mentale.

Non esiste solo la terapia per problemi di salute fisica: va valorizzato anche tutto ciò che possa aiutare a star bene con la propria psiche. Rivolgersi a una persona competente in materia di psicoterapia è quanto di più rivoluzionario si possa fare, per sé e per la società. Significa avere il coraggio di ammettere di aver bisogno di aiuto: come il pastore luterano Alberto Rocchini ha affermato durante il primo culto dell'anno liturgico 2025/2026, “è dignitoso cercare aiuto perché abbiamo il diritto di non farcela”.

La psicoterapia possiede numerosi benefici, tra cui il non sentirsi più in colpa perché, per esempio, si hanno una o più malattie “invisibili” (argomento trattato in un precedente articolo), si vuole dire di sì a sé stessə anziché sempre e solo all’Altrə, si pone un freno a una situazione intrisa di tossicità, si interrompe il ciclo di maltrattamento (anche questo argomento è stato trattato in precedenza) e via discorrendo.

Andare in terapia è un favore che facciamo a noi quanto alla società, perché se è vero che il nucleo fondante di quest'ultima è la famiglia e se è vero che proprio in questo nucleo si attivano dinamiche disfunzionali, il primo passo da compiere per debellarle è fatto proprio dalla singola persona che ha il coraggio di guardare in faccia una realtà scabrosa e la determinazione di porvi un freno.

Se hai voglia di raccontare in forma anonima cosa hai provato durante le sedute di psicoterapia (in modo generico, senza violare il segreto professionale), non esitare a contattare la redazione di FiloTabù a redazione@filotabu.it


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