La psicoterapia è invece un valido e prezioso strumento che ci può aiutare a crescere ed evolvere. Ci permette di acquisire gli strumenti utili e preziosi per potere affrontare le difficoltà della vita con inedite consapevolezze utili per conoscersi meglio e relazionarci con serenità con gli altri. Ci insegna ad ascoltare e accettare le proprie emozioni e capire come reagire ad esse efficacemente.
Ci guida e ci fa capire che siamo noi i diretti protagonisti della nostra esistenza e come tali meritiamo di vivere in piena coerenza con i propri desideri, valori, ideali e sogni più autentici per condurre esistenze significative e di qualità.
Sull’argomento conversiamo in questa intervista con la dottoressa Martina Migliore, psicoterapeuta e Direttrice della formazione e sviluppo in Serenis.
Ci guida e ci fa capire che siamo noi i diretti protagonisti della nostra esistenza e come tali meritiamo di vivere in piena coerenza con i propri desideri, valori, ideali e sogni più autentici per condurre esistenze significative e di qualità.
Sull’argomento conversiamo in questa intervista con la dottoressa Martina Migliore, psicoterapeuta e Direttrice della formazione e sviluppo in Serenis.
Essere donna, avvocata penalista e attivista significa muoversi ogni giorno in spazi ancora troppo segnati da disuguaglianze. L’avvocata Melania Costantino ci accompagna nel suo racconto, dove professione e vita personale si intrecciano in una lotta continua per i diritti, la giustizia e l’accoglienza.
Cosa significa rinunciare oggi? In una società che celebra la carriera, l’autorealizzazione e il successo individuale, mettere in pausa un percorso professionale per seguire il proprio partner può apparire come un gesto anacronistico. O peggio: una sconfitta.
Eppure, come ci racconta Marta Guidarelli, ex dirigente in Campari e oggi studentessa negli Stati Uniti, questa scelta può essere tutt’altro che una rinuncia.
È una forma di libertà. Un atto pieno, consapevole, in cui famiglia, affetto e desiderio tornano ad avere cittadinanza nella narrazione delle donne.
Eppure, come ci racconta Marta Guidarelli, ex dirigente in Campari e oggi studentessa negli Stati Uniti, questa scelta può essere tutt’altro che una rinuncia.
È una forma di libertà. Un atto pieno, consapevole, in cui famiglia, affetto e desiderio tornano ad avere cittadinanza nella narrazione delle donne.
Tra i tabù che abitano la città, quello che riguarda il corpo femminile è forse il più persistente. Non perché le donne non ci siano, ma perché la loro presenza nello spazio urbano è stata a lungo considerata marginale, accidentale, non degna di una progettazione specifica.
Il Festivalfilosofia 2025, che si è svolto dal 19 al 21 settembre a Modena, Carpi e Sassuolo, ha chiuso la sua 25ª edizione con un successo che va oltre i numeri. Il tema, Paideia, ha trasformato le città in un’aula diffusa, in cui migliaia di persone hanno respirato insieme la forza dell’educazione, della formazione e della cultura condivisa.
Nonostante in Italia il colonialismo abbia giocato un ruolo molto importante nella costruzione
dell’identità nazionale, ancora non si parla abbastanza delle conseguenze che il nostro passato
coloniale ha e ha avuto sui paesi colonizzati. Così facendo, oltre a minimizzare le responsabilità
storiche del nostro paese, si fa sì che il già marginale dibattito pubblico attorno ai temi riguardanti i
rapporti politico-economici con i paesi africani settentrionali e orientali rimanga intriso del retaggio
coloniale.
dell’identità nazionale, ancora non si parla abbastanza delle conseguenze che il nostro passato
coloniale ha e ha avuto sui paesi colonizzati. Così facendo, oltre a minimizzare le responsabilità
storiche del nostro paese, si fa sì che il già marginale dibattito pubblico attorno ai temi riguardanti i
rapporti politico-economici con i paesi africani settentrionali e orientali rimanga intriso del retaggio
coloniale.
L’idea che la guerra sia una distrazione è più diffusa di quanto sembri.
Ma è anche pericolosa.
Parte da un presupposto fallace:
che i conflitti armati e la crisi climatica siano due sfere separate, in competizione per attirare l’attenzione pubblica.
In realtà sono profondamente intrecciati.
Ogni guerra accelera il collasso ecologico.
Produce emissioni massicce, devasta gli ecosistemi, distrugge infrastrutture energetiche e agricole, innesca migrazioni forzate, interrompe le politiche ambientali locali e spinge gli Stati a reinvestire nei combustibili fossili in nome della sicurezza.
I conflitti non distolgono l’attenzione dalla crisi climatica.
La aggravano.
Ma è anche pericolosa.
Parte da un presupposto fallace:
che i conflitti armati e la crisi climatica siano due sfere separate, in competizione per attirare l’attenzione pubblica.
In realtà sono profondamente intrecciati.
Ogni guerra accelera il collasso ecologico.
Produce emissioni massicce, devasta gli ecosistemi, distrugge infrastrutture energetiche e agricole, innesca migrazioni forzate, interrompe le politiche ambientali locali e spinge gli Stati a reinvestire nei combustibili fossili in nome della sicurezza.
I conflitti non distolgono l’attenzione dalla crisi climatica.
La aggravano.
Siamo sempre più connessi, ma forse anche sempre più lontani da noi stessi.
Viviamo in una realtà dove l’intelligenza artificiale ci suggerisce cosa leggere, cosa guardare, cosa pensare.
Ma a forza di delegare tutto alle macchine, cosa resta della nostra libertà?
C’è qualcosa che sta rischiando di diventare il nuovo, grande tabù: l’essere umano.
Per affrontare questa complessa e scomoda verità, abbiamo dialogato con Paolo Ercolani, filosofo, scrittore e saggista oltre che docente dell'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici; ha scritto libri e articoli scientifici ed è autore di numerosi articoli per varie testate, tra cui «La Lettura» del «Corriere della Sera», «il Manifesto» e «MicroMega»”.
Viviamo in una realtà dove l’intelligenza artificiale ci suggerisce cosa leggere, cosa guardare, cosa pensare.
Ma a forza di delegare tutto alle macchine, cosa resta della nostra libertà?
C’è qualcosa che sta rischiando di diventare il nuovo, grande tabù: l’essere umano.
Per affrontare questa complessa e scomoda verità, abbiamo dialogato con Paolo Ercolani, filosofo, scrittore e saggista oltre che docente dell'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici; ha scritto libri e articoli scientifici ed è autore di numerosi articoli per varie testate, tra cui «La Lettura» del «Corriere della Sera», «il Manifesto» e «MicroMega»”.
Sempre più coppie riscontrano problemi di infertilità, con o senza causa, pertanto fanno ricorso alla pratica di Procreazione Medicalmente Assistita (acronimo PMA), affinché possano espandere la propria famiglia ricorrendo all'aiuto della scienza.
Il punto di vista adottato per il seguente articolo non è prettamente medico, perché esiste il personale sanitario preposto. Ci si soffermerà piuttosto sugli aspetti emotivi e relazionali il cui tabù risulta necessario rompere.
Il punto di vista adottato per il seguente articolo non è prettamente medico, perché esiste il personale sanitario preposto. Ci si soffermerà piuttosto sugli aspetti emotivi e relazionali il cui tabù risulta necessario rompere.
C'era una volta una ragazza a cui i libri hanno salvato la vita. Si trattò di un'azione salvifica silenziosa, nell'inconsapevolezza della ragazza stessa che ad essi si aggrappava per non affondare. E per non perdersi.
Iniziarono a salvarle la vita in un giorno ancora caldo di ottobre, quando il freddo della disgrazia le penetrò le ossa e il cuore.
Iniziarono a salvarle la vita in un giorno ancora caldo di ottobre, quando il freddo della disgrazia le penetrò le ossa e il cuore.