Articoli
Una rivista digitale per cercare, tra le parole, il senso profondo dei tabù odierni e dare a tutti la consapevolezza di poter essere liberi di essere chi si vuole essere senza limiti imposti.
Dall’aborto alla sessualità, dal mobbing alla disparità di genere, dal non volere figli al voler essere mamma a tutti i costi, dal silenzio nella comunicazione dei mass media, dall'arte dissacrante alle storie personali esploriamo i confini di queste spinose tematiche con l’aiuto della filosofia.
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INTERVISTE
In questo post parliamo con Valentina Fioramonti di RiminiWellness e di come il corpo, nella nostra società, sia tanto una vetrina quanto un campo di battaglia per tabù e identità. Scopriamo insieme come il benessere possa andare oltre l'apparenza e abbracciare l'inclusione!
In questo post esploriamo il mondo della sordità attraverso gli occhi di Sara Giada Gerini. Scopri come questa condizione non è solo una sfida personale, ma anche un riflesso dei limiti culturali di chi la osserva. Parliamo di silenzio, pregiudizi e di come la società possa imparare a vedere oltre il rumore. Un’intervista che invita a riflettere!
In questo post, parliamo con Riccardo Magi, segretario di +Europa e una delle figure più in vista nella lotta per i diritti civili in Italia. Scopriamo le sue opinioni su temi scottanti come la legalizzazione della cannabis, il fine vita e le libertà individuali, in un'intervista che sfida i tabù e apre il dibattito pubblico.
In questo post chiacchieriamo con Lisa Di Giovanni, giornalista e scrittrice, su come la comunicazione si sia evoluta in un mondo frenetico. Scopriamo insieme quanto sia fondamentale saper esprimere le proprie idee e come affrontare i tabù moderni, perché in fondo, capire e riconoscere i nostri fallimenti è il primo passo verso una comunicazione autentica.
In questo post esploreremo come il silenzio internazionale sull'Iran parli più forte di mille parole. Scopriremo le storie che restano inascoltate e perché è fondamentale dare voce a chi lotta per la libertà. Un viaggio tra le ombre e le speranze di un paese che merita di essere ascoltato.
In questo post, esploriamo il progetto "I corpi delle donne come campi di battaglia" di Cinzia Canneri, una fotografa italiana che ha conquistato il World Press Photo 2025. Scopriamo insieme l'importanza delle sue immagini e come raccontano storie di resilienza e lotta.
In questo post, ci addentriamo nell'anima complessa di Israele attraverso l'intervista a Ludovica Sonnino. Scopriremo come la memoria, la paura e il silenzio plasmino l'identità di un popolo, in un contesto dove le parole possono avere pesi inaspettati. Un viaggio tra storie e riflessioni per capire meglio un paese ricco di contrasti.
Scopri il nuovo libro di Gabriele Lanci, "Baby Gang 74", un viaggio nel tumultuoso mondo dell'adolescenza e delle sue sfide. Tra gruppi di ragazzi e la ricerca di risposte alla violenza, questo romanzo offre uno sguardo profondo e attuale su come i giovani affrontano il loro posto nel mondo. Non perderti questa lettura che fa riflettere!
In questo post esploreremo la Piccola Farmacia Letteraria, un luogo speciale dove i libri non sono solo oggetti da vendere, ma veri e propri strumenti di cura e libertà. Scopri come la lettura può diventare un gesto di resistenza dolce, un modo per ascoltare noi stessi e il mondo che ci circonda. Un viaggio tra parole e emozioni che ci invita a riscoprire il potere della lettura!
In questo post parliamo del corpo femminile come un vero e proprio archivio di esperienze. Abbiamo intervistato Benedetta Petroni e Domitilla Pirro, le menti dietro il podcast "A gambe larghe", che affronta temi di salute riproduttiva e violenza ostetrica. Scopri come queste storie ci aiutano a capire e valorizzare il nostro corpo!
In un tempo che esige leggerezza, efficienza emotiva e felicità ostentata, la malinconia resta una delle emozioni più fraintese e rimosse. Spesso confusa con debolezza o fallimento, viene nascosta, normalizzata, talvolta temuta. Eppure, proprio ciò che cerchiamo di scacciare continua a bussare, chiedendo ascolto.
Ne parliamo con Daniele Zepparelli, presidente dell’Umbria Green Festival, una realtà che da anni intreccia ambiente, cultura e sensibilità umana, e ideatore del primo Festival della Malinconia.
L’adolescenza è uno dei grandi tabù del nostro tempo. La nominiamo spesso, la osserviamo da lontano, la misuriamo con categorie rassicuranti, ma raramente la ascoltiamo davvero. La idealizziamo come promessa di libertà o la temiamo come minaccia di disordine, senza accettare ciò che davvero ci chiede: di sostare nell’incertezza, di fare i conti con la fragilità, di rinunciare al controllo.
In questa conversazione con Michela Marzano, l’adolescenza emerge non come problema da risolvere, ma come esperienza da reggere. Un tempo di passaggio che interroga il corpo, il desiderio, l’identità e, soprattutto, gli adulti stessi.
Ci sono storie che nascono da una ferita e diventano possibilità di guarigione. Ci sono voci che, scegliendo di raccontarsi, infrangono il silenzio dei tabù e aprono spazi di libertà per chi legge. L’incontro con Ciro Cacciola – giornalista, dj, autore di libri e curatore di numerosi progetti editoriali – si inserisce proprio in questa prospettiva.
Il suo libro, Il ragazzo dai pantaloni rosa, non è solo un romanzo di formazione: è un viaggio intimo e collettivo che attraversa l’identità, la memoria e il coraggio di essere se stessi al di là degli sguardi e dei giudizi.
C’è un confine invisibile che separa ciò che possiamo nominare da ciò che la società preferisce silenziare.
Le droghe, più che sostanze, sono diventate simboli: del peccato, della devianza, della perdita di controllo. Ma dietro la cortina del proibizionismo si nasconde una verità scomoda — quella di corpi e vite che chiedono riconoscimento, diritti, libertà di scegliere e di sbagliare.
Parlare del “tabù della droga” significa interrogare le radici morali e politiche che hanno costruito lo stigma: non tanto contro le sostanze, ma contro le persone che le usano.
Con Alessio Guidotti, presidente di ITANPUD – Italian Network of People who Use Drugs, proviamo a spostare lo sguardo: dalle paure ai diritti, dal pregiudizio alla consapevolezza, dal silenzio alla parola.
C’è un’educazione che non si limita a insegnare, ma che prova a trasformare il mondo.
Ne parliamo con Giovanna Giacomini, educatrice e fondatrice del progetto Scuole Felici, che ci invita a ripensare la scuola non come luogo di addestramento, ma come spazio di libertà, dialogo e cura del futuro.
Perché se il sapere non passa per il corpo, per il cuore e per il coraggio di cambiare, rischia di restare sterile.
E allora: che scuola vogliamo abitare? E soprattutto, che tipo di umanità vogliamo crescere?
Essere donna, avvocata penalista e attivista significa muoversi ogni giorno in spazi ancora troppo segnati da disuguaglianze. L’avvocata Melania Costantino ci accompagna nel suo racconto, dove professione e vita personale si intrecciano in una lotta continua per i diritti, la giustizia e l’accoglienza.
Cosa significa rinunciare oggi? In una società che celebra la carriera, l’autorealizzazione e il successo individuale, mettere in pausa un percorso professionale per seguire il proprio partner può apparire come un gesto anacronistico. O peggio: una sconfitta.
Eppure, come ci racconta Marta Guidarelli, ex dirigente in Campari e oggi studentessa negli Stati Uniti, questa scelta può essere tutt’altro che una rinuncia.
È una forma di libertà. Un atto pieno, consapevole, in cui famiglia, affetto e desiderio tornano ad avere cittadinanza nella narrazione delle donne.
Siamo sempre più connessi, ma forse anche sempre più lontani da noi stessi.
Viviamo in una realtà dove l’intelligenza artificiale ci suggerisce cosa leggere, cosa guardare, cosa pensare.
Ma a forza di delegare tutto alle macchine, cosa resta della nostra libertà?
C’è qualcosa che sta rischiando di diventare il nuovo, grande tabù: l’essere umano.
Per affrontare questa complessa e scomoda verità, abbiamo dialogato con Paolo Ercolani, filosofo, scrittore e saggista oltre che docente dell'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici; ha scritto libri e articoli scientifici ed è autore di numerosi articoli per varie testate, tra cui «La Lettura» del «Corriere della Sera», «il Manifesto» e «MicroMega»”.
Essere camionista, per Laura Broglio, non è stato il coronamento di una passione d’infanzia, ma l’inizio inatteso di una rivoluzione personale.
In un settore dominato dagli uomini, ha scelto la cabina di un camion come spazio di emancipazione, di lotta contro stereotipi e tabù, e come strumento per creare comunità.
La sua voce e la sua presenza online, con Una ragazza in camion, diventano un manifesto: non solo per ridefinire cosa significhi lavorare, ma per smontare il “mito del sacrificio” e affermare che professionalità e cura di sé possono (e devono) coesistere.
Con Murat Cinar, giornalista, analista e voce libera dentro e fuori il giornalismo italiano, entriamo in uno dei territori più tabù del nostro tempo: il ruolo dei media nella costruzione (o nel silenzio) dei conflitti. Dalla Turchia a Gaza, passando per il linguaggio, l’invisibilità delle minoranze nelle redazioni e l’indifferenza mascherata da “neutralità”, questa intervista scava dentro quello che non si dice, e ancora di più, come non lo si dice.
Cosa accade quando un corpo decide di esistere al di fuori delle righe, dei numeri, delle taglie? Quando sceglie di non chiedere più il permesso per essere visto, desiderato, ascoltato?
Accade che la bellezza si fa atto di coraggio e la filosofia incontra la pelle: quella vera, segnata, viva, parlante.
Nel nostro tempo, in cui il potere si annida anche nello sguardo, la ribellione più radicale può iniziare dallo specchio. Martina Giraldi, modella curvy, attivista e voce lucida contro la grassofobia sistemica, incarna una resistenza che non ha bisogno di urlare: le basta esserci.
Ci sono storie che non si raccontano solo con le parole, ma con il silenzio che le accompagna. Storie che pesano come macigni, ma che portano con sé la forza ancestrale della rinascita. Quella che state per leggere è una di quelle. È la storia di Tommasina Crugliano, una donna che ha attraversato l’inferno con gli occhi spalancati e le mani legate, che ha conosciuto l’abisso della violenza, la solitudine del carcere, ma anche la luce faticosa e tremante del riscatto.
Nell’epoca dell’automazione e degli obiettivi a breve termine, parlare di sostenibilità può sembrare un gesto tecnico, a volte retorico. Ma per Veronica Balbi, Sustainability e Impact Manager per Maikii e FABA, la sostenibilità è tutt’altro che un esercizio di compliance o un’etichetta aziendale. È, prima di tutto, una postura etica: uno sguardo che mette le persone al centro, che abbraccia l’incertezza, che coltiva l’ascolto come forma di responsabilità.
Ogni identità è un’opera in divenire. La nostra esistenza si scolpisce nel tempo, tra le ferite e le scelte, i cambiamenti e le rinunce. In questo fluire costante, ci sono voci che sanno restituire senso anche al dolore, che sanno tradurre il vissuto in parole autentiche.
Aline Improta è una di queste voci.
In questa intervista, parliamo con Paola Budini, coach genitoriale, per scoprire quali sono i tabù che rendono difficile il dialogo tra adolescenti e genitori. Scopri come affrontare queste barriere e migliorare la comunicazione in famiglia durante l'adolescenza.
In questa coinvolgente intervista, Roberta Beolchi, presidente dell'Associazione Edela, condivide la missione appassionata della sua organizzazione nella lotta contro il femminicidio. Scopri come Edela affronta il dramma della violenza di genere, supporta le vittime e sfida i tabù che spesso circondano questo urgente problema sociale. Un racconto di impegno e speranza che non puoi perdere.
In questa esclusiva intervista, Monia Cuppellini, fondatrice dell'associazione "Attraverso Nuovi Occhi" e autrice dell'omonimo libro, condivide il suo viaggio personale e professionale nell'aiutare le donne a superare momenti difficili. Monia ci racconta le origini del suo progetto e l'ispirazione dietro la sua opera, affrontando i tabù femminili che troppo spesso ostacolano la crescita personale e la rinascita. Esploriamo come il suo approccio da mental coach può guidare le donne a vedere il mondo con "nuovi occhi" e a sfidare le convenzioni sociali limitanti.
Un passo di una famosa lettera del Caporalmaggiore Matteo Miotto, inviata dall’Afghanistan ad un giornale, due mesi prima di morire, per descrivere l’esperienza della Brigata Julia cui apparteneva.
Leggendo queste parole, anche dopo anni, la riflessione cade sulla concezione del tempo vissuto in quelle circostanze: solo il presente viene percepito, o forse, solo il presente può e deve essere vissuto per poter sopravvivere in territori di guerra.
ARTICOLI
Scopri cosa si nasconde dietro i tabù su Cuba e come il Nuestro America Convoy to Cuba ha portato aiuti umanitari e solidarietà tra i popoli. In questo post, parleremo dell'attivista calabrese che ha fatto parte di questa missione e delle sfide che affronta l'isola nel contesto dell'imperialismo. Un viaggio che va oltre le parole!
In questo post esploreremo il curioso contrasto tra il progresso tecnologico della Corea del Sud e il tabù che circonda le malattie mentali. Scopriremo come questo paese, pur essendo all'avanguardia, affronti ancora delle sfide significative, e faremo un confronto con la situazione in Italia. Un viaggio che mette in luce come la cultura e la società influenzino la percezione della salute mentale!
In questo post esploriamo il tabù della crescita interiore e ci chiediamo se rientrare in se stessi sia davvero un atto di egoismo. Seguire la propria vocazione può sembrare egoista, ma è tempo di sfatare questo mito! Scopri come ascoltare il tuo cuore possa arricchire non solo te stesso, ma anche chi ti circonda.
In questo post esploriamo come Amélie di Montmartre rappresenti un’architettura della gentilezza, dove tutto è morbido e delicato, ma ci chiediamo: è davvero possibile applicare questa visione alle città e alle nostre vite? Scopriamo insieme come le interazioni e i desideri si intrecciano in un mondo che, a volte, sembra più difficile di un film.
In questo post parliamo di quel tabù che è la morte, un tema che molti evitano come la peste! Quanti di noi vivono come se fossero immortali? Certo, l'anima è eterna e sperimentiamo la vita in diverse forme, ma ogni esperienza ha la sua scadenza. Scopriamo insieme perché è importante affrontare questo argomento e vivere appieno ogni attimo, senza dimenticare che la vita è un viaggio da esplorare, non solo un gioco da giocare!
Scopri come la natura può trasformare il tuo benessere psico-fisico! In questo post ti racconto la mia esperienza e come il contatto con l'ambiente naturale abbia migliorato la mia vita. Tra studi, ricerche e aneddoti personali, vedremo insieme perché è fondamentale coltivare questo legame indissolubile.
In questo post parliamo di come il lavoro possa trasformarsi in una vera e propria gabbia. Bianca ci racconta la sua esperienza di dieci mesi, tra scadenze e messaggi che sembrano non finire mai. È ora di riflettere su cosa significa davvero essere liberi e trovare un equilibrio tra lavoro e vita personale.
In questo post esploreremo il concetto di "tecnofeudalesimo" e come noi, sognatori e innovatori, possiamo plasmare il futuro. Scopriremo insieme come la nostra capacità di affrontare le sfide con audacia e creatività ci renda eredi di una tradizione potente. Preparati a guardare oltre!
In questo post parliamo di un tema delicato ma importante: l'inversione dei ruoli tra genitori e figli. Quando i genitori iniziano a perdere la loro forza, i figli si trovano a dover assumere un ruolo di accudimento che può essere faticoso e complesso. Scopriamo insieme come affrontare questa situazione e quali emozioni possono emergere in questo difficile percorso.
In questo post parliamo di come le relazioni di coppia dovrebbero essere un rifugio sicuro, ma a volte possono trasformarsi in una prigione. Scopriamo insieme come mantenere la libertà e la reciprocità, senza perdere di vista la propria individualità!
Scopriamo insieme perché, nonostante le critiche, gli italiani non possono resistere al fascino di Sanremo! Tra moda, musica e momenti imperdibili, analizziamo le ragioni che ci spingono a sintonizzarci ogni anno, anche se siamo "anti-Sanremiani" convinti.
Scopri come le atlete di Milano Cortina 2026 stanno rompendo gli schemi e sfidando i tabù che hanno bloccato il mondo dello sport femminile per anni. È davvero un cambiamento definitivo? Ne parliamo insieme!
In questo post esploreremo come le relazioni che una volta erano autentiche e vitali possano lentamente trasformarsi in qualcosa di superficiale. Scopriremo i segnali da non sottovalutare e come mantenere i legami veri, essenziali per la nostra identità.
In questo post parliamo di come i salari bassi e i fitti alle stelle stiano mettendo in ginocchio tanti di noi. Tra crisi economica e decisioni governative che sembrano ignorare le difficoltà quotidiane, è ora di fare chiarezza su cosa sta succedendo e come possiamo affrontare questa situazione. Unisciti alla discussione!
In questo post esploriamo perché l'idea dell'istinto materno sia solo un mito. Scopri come la scienza ha messo in discussione questa convinzione, rivelando che la propensione alla maternità non è innata in ogni donna, ma è influenzata da fattori culturali e sociali. Pronti a sfatare qualche leggenda?
In questo post parliamo di come l’overdose digitale ci abbia resi più distratti e meno informati. Scopri come, nell’era dell’informazione, l’ignoranza sia diventata una scelta e come possiamo navigare meglio tra le notizie e i social senza farci sopraffare!
In questo post esplorerò come, solo 45 anni fa, il Medioevo sembrava un ricordo lontano, ma ci sono ancora tracce di quell’epoca che ci influenzano oggi. Mentre mi arrabatto tra ricerche e riflessioni sul femminismo degli anni '70, mi chiedo: siamo davvero progrediti o siamo solo accecati dalle illusioni? Un viaggio tra passato e presente che non potete perdervi!
Scopri come l'arrivo dei social network ha rivoluzionato le nostre vite e il nostro modo di percepire noi stessi. In questo post, esploriamo il lato positivo di questa "invasione digitale" e come abbiamo trovato il modo di adattarci e prosperare in un mondo sempre più connesso. Un viaggio tra sfide e opportunità, dove ci sentiamo protagonisti della nostra evoluzione!
In questo post parliamo di come, nonostante i progressi, il mondo del lavoro continui a essere un labirinto complicato per le donne, tra stereotipi e pregiudizi che sembrano non voler scomparire. Scopriamo insieme quali sono le sfide quotidiane e come possiamo affrontarle!
Scopriamo insieme il fenomeno degli hikikomori, ragazzi che si isolano e come l'approccio psico-cognitivo può aiutarli, anche attraverso il vestiario! Un viaggio tra cultura giapponese e realtà italiana, per capire meglio questa sfida sociale.
In questo post vi porto nel mio mondo quotidiano, dove la tecnologia e il tardo capitalismo si intrecciano in modo strano e affascinante. Dalla sveglia alle 6:00 con il mio dispositivo di interfaccia cervello-computer, fino alle prime pubblicità del giorno, vi racconto come navigo tra routine e consumismo. Pronti a scoprire come vivo in questa era così particolare?
In questo post esploreremo perché essere idealisti oggi è un atto di coraggio e come, nonostante il disincanto che ci circonda, ci sia ancora spazio per sognare e credere in un mondo giusto. Scopriamo insieme come mantenere viva la fiamma dell'ideale in un'epoca che sembra dimenticarlo!
In questo post parliamo di PCOS, una sindrome che spesso viene nascosta dietro a tanti tabù. Se ti sei sentita confusa o frustrata per i cambiamenti nel tuo corpo, sappi che non sei sola! Condividerò la mia esperienza e come ho imparato ad affrontare questa situazione. Pronta a rompere il silenzio con me?
In questo post parliamo di come la "finanziaria di guerra" e il "No Ponte" siano legati da un filo rosso di protesta e resistenza. Scopri perché è importante affrontare temi così delicati e come le recenti mobilitazioni del 29 novembre 2025 abbiano acceso i riflettori su queste questioni cruciali.
In questo post parliamo di un aspetto poco discusso delle relazioni finite: il lutto che si prova quando non puoi più condividere con qualcuno le storie della tua infanzia e adolescenza. Scopri come affrontare questa perdita e ritrovare il tuo equilibrio emotivo!
In questo post, esploriamo il fenomeno delle occupazioni, dai centri sociali come il Leoncavallo agli spazi recuperati dal movimento Prendo Casa, fino all'Aula Studio Liberata dell'Università della Calabria. Analizziamo le crescenti richieste di sgombero e le accuse delle destre, cercando di capire perché questi spazi sono così importanti e quali sono davvero i bisogni delle persone che li abitano.
Scopri il nuovo libro "Da Ascoli al Ceppo", un viaggio unico nei Monti della Laga! Con le storie di chi conosce davvero il territorio, Domenico Cornacchia, Narciso Galiè e Gabriele Vecchioni ci portano in un'avventura wild e autentica. Pronti a esplorare?
La restanza serve a raccontare i rimasti, quelli che non lasciano il proprio luogo per un non-luogo e in quello stesso posto costruiscono storie possibili “in assenza” di qualcosa o di qualcuno. “Chi fa restanza solitamente parte da fermo”. Quanto E bella questa definizione.
La persona che mi ha insegnato questa parola è Olga Campofreda, scrittrice campana (di Caserta nello specifico), autrice di “Ragazze perbene” edito dalla NNEditore per la collana Le Fuggitive.
Scopri come un aforisma può trasformarsi in un balsamo per l'anima! In questo post esploriamo il potere di queste brevi perle di saggezza, capaci di confortare e ispirare nei momenti di bisogno. Un viaggio tra parole che sussurrano verità e portano calore nei nostri cuori.
Interrompere una relazione, specialmente se familiare, porta con sé diversi tabù, che in questo
articolo andranno rotti.
Quando una persona racconta di aver dovuto troncare i rapporti con uno o entrambi i genitori, con
fratelli e sorelle e con il parentame, la prima cosa che le viene detta è: “Ma fate pace! È pur sempre
la tua famiglia! È pur sempre tua madre/tuo padre/...”. Questa e altre frasi sono spesso e volentieri
derivate dall'ignoranza, poiché la gente non sa come una persona cycle-breaker è giunta a una delle
scelte più difficili della vita, come si sente e come convive con questa scelta.
L'11 luglio 2024 è stata emessa una nota ministeriale riguardo al divieto dell'uso degli smartphone in classe, attualmente estesa anche alla scuola secondaria di II grado, poiché quest'uso spropositato diminuirebbe il livello di attenzione, “in particolare durante le lezioni di matematica” e inciderebbe “negativamente sul naturale sviluppo cognitivo determinando, tra l'altro, perdita di concentrazione e di memoria, diminuzione della capacità dialettica, di spirito critico e di adattabilità”. In più aumenterebbe il fenomeno dell'Hikikomori, caratterizzato da “isolamento sociale volontario […] rinunciando ai rapporti con il mondo esterno” (citazioni prese tutte dalla nota ministeriale).
Esistono canoni prestabiliti, radicati nella nostra cultura da tempi immemori. Uno di questi riguarda il sesso e la concezione che noi abbiamo dei rapporti sessuali. È risaputo che l’attività sessuale sia alla base di ogni rapporto di coppia: quando essa manca, inevitabilmente anche il legame tra i partner perde di intensità o, in alcuni casi, si sfalda del tutto. Proprio per questo è fondamentale che la coppia sappia “reinventarsi tra le lenzuola”, ma soprattutto che ogni individuo vada oltre il canone imposto secondo cui il rapporto sessuale debba necessariamente includere un atto di penetrazione.
La Groenlandia non è più, formalmente, una colonia.
Dal 1953 è parte del Regno di Danimarca; nel 1979 ha ottenuto l’autogoverno, e nel 2009 una legge – il Greenland Self-Government Act – ha riconosciuto i groenlandesi come “popolo” con diritto all’autodeterminazione. Eppure, dietro questa grammatica di libertà, sopravvive una dipendenza profonda: economica, politica, simbolica.
Il colonialismo, qui, non è scomparso. Ha solo cambiato pelle.
Per chi non concepisce che l’essere umano è umano in quanto è, che l’uomo e la donna possono amare chi del loro stesso sesso, che chi nasce tondo in realtà si, può morire quadrato, è difficile non denigrare chi reputa <>, quando a dir la verità di sbagliato c’è solo il pensiero che chi è diverso dalle proprie aspettative lo sia. In un mondo che pretende la verità bisognerebbe insegnare a fondo cosa significa accettare, perché parlare di quanto si ama una persona, di quanto si ami sè stessi dopo un percorso di rinascita, o di quanto si ami in generale la propria vita solo per il gusto di averla costruita secondo le proprie preferenze, non potrà mai essere una condanna.
A quarant’anni ci si aspetta che tu abbia costruito qualcosa di solido: una casa, una famiglia, un lavoro stabile, un’identità chiara e rassicurante. È il copione che tutti sembrano conoscere, anche se nessuno lo dice apertamente. Se non lo hai fatto, sei considerato in ritardo, come se la tua vita fosse un treno che hai perso, come se la tua esistenza fosse un errore di percorso.
Il tabù di oggi riguarda la solitudine dei genitori, soprattutto (ma non solo) delle madri.
Sei nel Meridione e provi a esprimere a parole le difficoltà genitoriali che ti fagocitano in una spirale senza fine. Ti aspetti una pacca sulla spalla, una mano che ti aiuti o con la prole o con la gestione della casa, un ascolto attento, attivo e senza giudizi. Qual è la realtà in molti casi?
Il 25 novembre rischia sempre di trasformarsi in un esercizio di memoria rituale: qualche parola spesa, qualche numero ripetuto, un senso di indignazione collettiva che dura lo spazio di una giornata. Eppure la violenza contro le donne non è una ricorrenza da ricordare, ma una struttura quotidiana che organizza le nostre vite, i nostri spazi, le nostre possibilità. Non è un episodio, né una somma di tragedie private. È un ordine sociale che continua a considerare i corpi femminili disponibili, esposti, trattabili.
Essere in uno stato di disoccupazione o inoccupazione può essere considerato un tabù, perché viviamo in una società individualista che tende ad attribuire la colpa di queste condizioni ai singoli individui invece che alla società e la disoccupazione o l’inoccupazione possono diventare sinonimo di fallimento personale o mancanza di intraprendenza.
C’è un tabù che abita silenziosamente le aule, i quaderni, i nostri ricordi di scuola:
l’idea che la matematica non abbia cuore.
Che sia fatta solo di numeri, regole, rigore; che non conosca emozione, stupore o poesia.
Eppure, se proviamo a guardarla diversamente, la matematica ci parla di armonia, di proporzioni perfette, di legami invisibili. È un linguaggio che tenta, con precisione e pazienza, di disegnare l’universo.
Oggi, persino un cuore — quella forma simbolica che associamo al sentimento — può nascere da una formula.
Essere sibling significa una marea di cose.
Significa conoscere il mondo con occhi, mani e orecchie diverse dal solito, ma non per questo meno valide, anzi.
Significa condividere esperienze in ogni dove, che sia all'università per la tesi di laurea o per un incontro fugace con una compagna di università che il giorno dopo fa letteralmente perdere le proprie tracce, o su un treno che prendi tutti i giorni in cui ti ritrovi anche a dover difendere il tuo familiare autistico da due tizie che, credendolo un depravato perché sta mimando un urlo di Dragon Ball, si spostano di vagone e tu vai loro incontro per chiarire, finendo per mettersi loro a figura di merda.
Viviamo in un’epoca in cui tutto deve essere utile, produttivo, quantificabile. In questa corsa verso l’efficienza e l’immediatezza, la filosofia è diventata un tabù. Non nel senso di un argomento proibito, ma come qualcosa che la società evita, considera inutile, e di cui quasi si vergogna.
Chi oggi si dichiara appassionato di filosofia viene spesso guardato con scetticismo: “A cosa serve?”, “Con la filosofia non si mangia”, “Meglio studiare qualcosa di pratico”.
Eppure, proprio nel mondo che più sembra averla superata, la filosofia è più necessaria che mai.
Se c'è un tabù ancora imbattibile, sicuramente è quello di ricorrere alla psicoterapia: vige ancora la convinzione che solo coloro che non vanno d'accordo con nessunə e che litigano col mondo intero debbano andare in terapia. Ciò alleggerisce le coscienze di chi, la coscienza, non l'ha mai guardata né tanto meno curata: dopotutto, è proprio la mancanza di consapevolezza a rendere le persone arroganti con chi decide di affidarsi a cure psicologiche perché “tanto io non ne ho bisogno, sei tu a non stare bene con la testa, sei tu a dare di matto!”
Eyes on Palestine vuole evidenziare come le persone comuni, in tutto il mondo, si rapportano e vivono il conflitto israelo palestinese, soprattutto riguardo il genocidio in corso. I cittadini si esprimono, in maniera più diretta scendendo in piazza durante le manifestazioni indette per il popolo palestinese, e durante altri cortei sono presenti bandiere e slogan che chiedono la pace.
Ci sono corpi che si sottraggono al silenzio.
Corpi che hanno imparato a convivere con lo sguardo degli altri, con la critica travestita da consiglio, con la gentilezza paternalistica che pesa più di un insulto.
Corpi che — per esistere — devono giustificarsi.
È da qui che nasce “Curvy Dream. Forme da sogno”, la settima edizione del calendario ideato dal fotografo bresciano Piero Beghi, conosciuto in tutta Italia come il fotografo delle curvy.
Napoli è spesso vista come un tabù culturale, sociale e persino emotivo. Scopri perché questa città divide, spaventa e affascina — e come sfatare i pregiudizi che la circondano
Nella nostra società sembra ci sia un tempo per ogni cosa: il tempo di scegliere la scuola, quello di prendere la patente, il tempo di iniziare a lavorare, quello di avere figli, il tempo di sposarsi, quello di diventare “qualcuno”. Ma non ci siamo mai soffermati nel capire il motivo di questa corsa. Viviamo vite ordinarie in cui sembriamo muoverci come personaggi di un videogame, dove la diversità sembra uno ostacolo, la paura un atto di debolezza e la ribellione una via anticonformista. Invece è proprio l’esatto contrario.
In Italia, una famiglia su sei affronta la perdita di un figlio in gravidanza o dopo la nascita. È un evento frequente eppure quando ci si trova in mezzo, spesso si resta con un alone di silenzio attorno: nessuno sa davvero cosa dire, quale sia la cosa giusta da fare, ci si sente goffi di fronte a qualcosa di cui non si è mai sentito parlare. Se poi per mancanza di formazione l’indifferenza comincia in ospedale, nel luogo che più dovrebbe farci sentire al sicuro, allora il lutto si complica ancor di più. Sì, perché il lutto perinatale è una delle esperienze più dolorose e traumatiche che si possa vivere e come tale necessita di riconoscimento e sostegno.
Per gran parte del Novecento il potere ha usato la paura come tecnologia di governo. Bastava uno shock: un attentato, un nemico da nominare, un allarme sicurezza. Era la psicologia del terrore, fondata sull’evento improvviso e sulla risposta immediata: spaventare per disciplinare, mobilitare, giustificare lo stato d’eccezione.
Il tabù di oggi riguarda le malattie cosiddette “invisibili”, poiché coi soli occhi una persona viene percepita sana anche se nella pelle e negli organi si muovono patologie di varia entità, gravità ed eziopatogenesi.
Il Festivalfilosofia 2025, che si è svolto dal 19 al 21 settembre a Modena, Carpi e Sassuolo, ha chiuso la sua 25ª edizione con un successo che va oltre i numeri. Il tema, Paideia, ha trasformato le città in un’aula diffusa, in cui migliaia di persone hanno respirato insieme la forza dell’educazione, della formazione e della cultura condivisa.
L’idea che la guerra sia una distrazione è più diffusa di quanto sembri.
Ma è anche pericolosa.
Parte da un presupposto fallace:
che i conflitti armati e la crisi climatica siano due sfere separate, in competizione per attirare l’attenzione pubblica.
In realtà sono profondamente intrecciati.
Ogni guerra accelera il collasso ecologico.
Produce emissioni massicce, devasta gli ecosistemi, distrugge infrastrutture energetiche e agricole, innesca migrazioni forzate, interrompe le politiche ambientali locali e spinge gli Stati a reinvestire nei combustibili fossili in nome della sicurezza.
I conflitti non distolgono l’attenzione dalla crisi climatica.
La aggravano.
Sempre più coppie riscontrano problemi di infertilità, con o senza causa, pertanto fanno ricorso alla pratica di Procreazione Medicalmente Assistita (acronimo PMA), affinché possano espandere la propria famiglia ricorrendo all'aiuto della scienza.
Il punto di vista adottato per il seguente articolo non è prettamente medico, perché esiste il personale sanitario preposto. Ci si soffermerà piuttosto sugli aspetti emotivi e relazionali il cui tabù risulta necessario rompere.
C'era una volta una ragazza a cui i libri hanno salvato la vita. Si trattò di un'azione salvifica silenziosa, nell'inconsapevolezza della ragazza stessa che ad essi si aggrappava per non affondare. E per non perdersi.
Iniziarono a salvarle la vita in un giorno ancora caldo di ottobre, quando il freddo della disgrazia le penetrò le ossa e il cuore.
È mattina presto. Prima che il mondo si svegli, prima che la casa si riempia di
rumori e richieste, ti prepari il solito caffè. Quel momento dovrebbe essere il tuo
piccolo rito quotidiano, un frammento di pace. Ma mentre l’acqua bolle, la
mente già corre: “Devo ricordarmi di mettere la lavatrice.” Hai una lista. L’hai
sempre avuta. Ti hanno insegnato che essere organizzata è sinonimo di
efficienza, di valore. E così, mentre il caffè si prepara, un altro pensiero si
affaccia: “Devo andare in banca a pranzo.” Poi un altro: “Oggi c’è la riunione
genitori a scuola.” Ti ricordi che tuo marito ti ha chiesto il suo piatto preferito per cena. Ma il frigo è vuoto. Dopo la riunione, devi assolutamente passare al supermercato. È il suo compleanno, non puoi deluderlo. E poi c’è il lavoro. Una lista infinita di cose da fare, magari per uno stipendio che non basta nemmeno per concederti una manicure o una piega dal parrucchiere. Ma almeno ti permette di pagare le bollette. Non hai ancora finito il caffè e sei già esausta.
Ognuno di noi ha le proprie date del cuore da segnare puntualmente sul calendario: chi il compleanno del figlio, l’anniversario di fidanzamento col partner di turno o magari appuntamenti con meno sentimentalismi alle spalle come l’inizio delle tanto sudate vacanze o il concerto di quel
biglietto comprato in un semplice momento di noia più di un anno prima.
E se vi dicessi che ad essere cerchiate in un segno di promemoria ci fossero anche le date dei saldi?
Mentre la ricerca spasmodica di un sud a misura d’uomo investe una realtà ai margini della storia, le località tradiscono la loro identità per accogliere questa richiesta, o comunque la mettono in vetrina. Tutto diventa performance di genuinità e in questo meccanismo di marketing qualcuno resta ammaliato e qualcuno resta fregato.
Oggi è il 10 settembre, giornata internazionale della prevenzione del suicidio. Viviamo in una società edonistica, una società che si tiene alla larga dal dolore e considera debole una persona che è solo sofferente, tutto ciò ci allontana anche dalla sofferenza psichica.
Qual è il posto del sapere in materia di psiche? La persona che mi pone questa scomodissima domanda – e che ringrazio, non senza ironia – è persona troppo arguta per non sapere che la sua domanda non mira affatto alla costruzione delle nozioni, cosa di cui si occupano i pedagogisti, ma al cuore stesso degli esseri umani. Qual è, però, questo cuore? Escludiamo l’organo, dominio dei medici, ed escludiamo pure l’amor lirico, dominio dei poeti e dei loro affini, ma non sottraiamoci alla domanda. È di ciò che fa soffrire, che qui si tratta, di quella penosa sensazione di essere mancanti, su cui tanto l’amore quanto le passioni (liebe unt arbeit, diceva Freud), facendo apparire un al di là di felicità in vece di un al di qua indefinibile, calano il più pietoso dei veli.
L'alcoolismo femminile rischia di diventare un tabù.
Le prove dell'alcolismo in aumento fra le donne sono sempre di più, sempre più in crescita.
Il problema sta nella pressione sociale, legata al fatto di non poter essere alcoliste perché tradizionalmente le donne dovrebbero essere mamme, badanti e curatrici, tale pressione spinge le donne alcosite a nascondersi maggiormente.
Negli ultimi anni, la crescente esposizione dei bambini agli schermi ha generato un allarme sempre più diffuso tra educatori, professori, psicologi e governi di tutto il mondo. Non si tratta più soltanto di un fenomeno legato allo svago o al progresso tecnologico, ma di un cambiamento profondo nel modo in cui i bambini crescono, imparano e si relazionano con il mondo.
Dignità: quanto è ricorrente in testi e discorsi? Moltissimo, infatti secondo il Grande dizionario italiano dell’uso è classificata come parola di “alto uso”.
Nel mondo pieno di caos e incertezza, una delle poche cose che resta, infatti, costante è l'importanza della dignità, definita dal dizionario come lo stato o la qualità di essere meritevoli di onore e/o rispetto.
L’arrivo, per non dire l’invasione, della tecnologia ha azzerato il concetto di parola rendendola sterile strumento di comunicazione immediata.
La parola ha perso il potere di relazione, di comunione, di condivisione tra individui arrivando ad essere ridotta all’osso se non storpiata a causa della fretta indotta dai moderni mezzi di comunicazione.
L’arte non sempre nasce dalla meraviglia o dallo stupore come la filosofia, ma, sicuramente come quest’ultima, nasce dalla necessità di dare voce alla propria visione del mondo, che scaturisce spesso da semplici e banali domande.