Oltre la cornice
Una statua non è solo un blocco di marmo posizionato per sfizio all’interno di un chiesa, così come
un quadro non è mai il risultato di un momento di noia durante un sabato pomeriggio piovoso.
Superato il valore estetico, l’arte non è mai solo arte ma, come la scrittura o la nostra voce,
rappresenta un mezzo per raccontare ciò che più intimamente ci appartiene, con un linguaggio più
semplice ed immediato: quello visivo.
Ecco quindi che anche un lavoro del ‘500 può regalarci l’input per parlare di argomenti più attuali
che mai come l’identità di genere, razzismo o lotta ai diritti.
Rubrica di Morgana Raimondi
Buttando via cose e spostando vari scatoloni, ad una certa però mi caddero dei testi del
liceo a cui non ho ancora avuto la forza di dire addio e, nel riprenderli, l’occhio si è posato subito su
di una pagina, anzi due, aperte una accanto all’altra: c’erano le foto di due opere d’arte,
apparentemente di una contemporaneità più attuale che mai per l’argomento trattato e invece poi
guardo meglio i paragrafi con i dati tecnici: 1967 e 1973.
Quelle opere avevano rispettivamente 58 e 52 anni, un lasso di tempo non irrisorio ma che,
nonostante ciò, mi parlavano.
È sempre stato un argomento che mi affascinava anche durante gli anni universitari: la capacità degli artisti (quelli davvero bravi) di “presagire” il futuro, anticipando problematiche/tematiche o cambiamenti sociali che si sarebbero verificati a distanza di 30, 40 o 50 anni. Poteri di chiaroveggenza o la semplice capacità di aver allenato maggiormente uno sguardo critico nei confronti del mondo circostante, ponendosi l’obbiettivo di andare oltre la superficie apparente del nostro essere?
In questo post esploreremo il concetto di umanità attraverso l'arte di Marina Abramovic. Che significa essere umani? Tra emozioni e comportamenti, scopriremo come l'arte può aiutarci a comprendere meglio ciò che ci rende unici e speciali, in un confronto affascinante con il mondo animale. Un viaggio tra sentimenti e riflessioni che non puoi perderti!
Tra i “compiti” che la pratica artistica si è prefissata fin dall’alba dei tempi, già dai primi segni nelle caverne, è proprio quello di fungere da specchio della società nel quale era immersa e la donna per molto tempo non ha potuto esprimersi liberamente come l’uomo per crearsi una propria identità.