Lucia Li
Sono Lucia, faccio parte del gruppo Care Leavers Network di Bologna. Opero per e con un gruppo di ragazze e ragazzi che portano con sé un vissuto in comunità o in affido.
La nostra metodologia di intervento si basa sulla ferma convinzione che il vissuto traumatico o di emarginazione possa essere trasformato in un nuovo punto di partenza che segna speranza.
L'obiettivo del nostro lavoro è far sì che le “nostre” orme diventino un sentiero per chi arriverà dopo. Non desideriamo l'emulazione, ma la deviazione: vogliamo che i giovani in condizioni di fragilità trovino nel nostro percorso la forza di realizzarsi secondo i propri desideri, in una società che sia vivida, rumorosa e variopinta. L'attivismo e l'arte sono i nostri strumenti per dimensionare “creativamente” le discriminazioni e promuovere la multiculturalità sociale che sia il fulcro di una pace perpetua.
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Se facessimo un sondaggio tra alunne e alunni iscritti a Psicologia, chiedendo loro di esprimere la motivazione riguardo alla scelta del corso, statisticamente una significativa porzione risponderebbe: “Perché voglio aiutare gli altri”.
Una bella motivazione, diremmo, ma è davvero così?
Invece, non è scontato che si tratti di un buon punto di partenza per chi abbia intenzione di lavorare a diretto contatto con le persone.
Il presente elaborato presenta le riflessioni in relazione all’evento terroristico avvenuto il 2 agosto 1980 presso la Stazione di Bologna, che fanno parte di uno studio analitico sulla derivazione degli atteggiamenti terroristici, e i fattori determinanti che contribuirono alla realtà del fascismo.
Ma la tesi attorno alla quale viene riunita una mole di varia materia è quella dell’essenza psicologica dei movimenti terroristici che pullulavano nella cosiddetta Età di Piombo, richiamando alla teoria del suicidio di Durkheim.
Di qui, apre lo sbocco che permette di avanzare sull’analisi della natura dei movimenti terroristici, la quale, partendo da fondamenti sociologici, viene perfezionata con ulteriori osservazioni sulla psiche.
In questo post parleremo di come le materie umanistiche, spesso sottovalutate e definite “scienze delle merendine”, siano invece fondamentali per capire e affrontare le sfide della vita. Scopri perché non possiamo liberarci di ciò che ci sovrasta senza prima comprendere il valore di queste discipline!