Psicodatura
La Datura è una pianta che contiene, in quasi ogni sua parte, ma principalmente nei semi, alcaloidi: la scopolamina e l'atropina. Sostanze in grado di causare allucinazioni, deliri, confusione mentale, paranoie, convulsioni e morte.I suoi semi sono celati all'interno di frutti spinosi: le spine sono tuttavia innocue dal punto di vista della tossicità... ed è qui che sta il tabù: spine, ma spine non velenose, che nascondono semi, origine di vita e invece in questo caso anche fonte di morte. Allora sono le spine o i semi, i veri tabù? È la malattia mentale o ciò che cerca di edulcorarla, tra stereotipi e parole non dette?In questa rubrica si parlerà di semi e di spine, i primi velenosi per chi li ingerisce, le seconde spiacevoli per chi le sfiora. Forse perché la Datura è, in ogni sua parte, fastidiosa: tabù appunto.
Rubrica di Jenny Samarati
In questo post è trattato il tabù della morte di un animale a noi caro. Attraverso l'esperienza personale dell'autrice, l'Aldilà si fa pesantemente presente a ricordarci come il modo in cui trattiamo gli altri animali è diverso persino quando muoiono. E come questa differenza vada a pesare anche su coloro che questi animali hanno amato, che non hanno così la possibilità di affrontare come si deve il lutto, rischiando di ledere (più o meno pesantemente) la propria salute mentale.
In questo post è trattato il tabù del bullismo. Non del bullismo in quanto tale, ma del silenzio che la parola stessa crea intorno a sé. Del giudizio non più solo dei bulli, ma del mondo esterno. Del timore di esagerare lamentandosi di qualcosa che non si riesce nemmeno a pronunciare. L'autrice si distacca dalla bambina e poi ragazzina che è stata e cerca di analizzare con occhi da adulta ciò che è accaduto: bullismo. Ma nessuno l'ha mai chiamato così. Perchè?
In questo post è trattato il tabù del suicidio. Di come l'autrice sia stata esposta fin da bambina alla pesante ombra di questo argomento, di come poi sia divenuto parte della sua storia. Si narra della difficoltà di parlarne, di quanto ancora questo tema ancestrale venga allontanato dalle conversazioni. Eppure, discuterne è essenziale e può essere vitale. Allora, perché non farlo?