L’arrivo, per non dire l’invasione, della tecnologia ha azzerato il concetto di parola rendendola sterile strumento di comunicazione immediata.
La parola ha perso il potere di relazione, di comunione, di condivisione tra individui arrivando ad essere ridotta all’osso se non storpiata a causa della fretta indotta dai moderni mezzi di comunicazione.
La parola ha perso il potere di relazione, di comunione, di condivisione tra individui arrivando ad essere ridotta all’osso se non storpiata a causa della fretta indotta dai moderni mezzi di comunicazione.
L’arte non sempre nasce dalla meraviglia o dallo stupore come la filosofia, ma, sicuramente come quest’ultima, nasce dalla necessità di dare voce alla propria visione del mondo, che scaturisce spesso da semplici e banali domande.
Un passo di una famosa lettera del Caporalmaggiore Matteo Miotto, inviata dall’Afghanistan ad un giornale, due mesi prima di morire, per descrivere l’esperienza della Brigata Julia cui apparteneva.
Leggendo queste parole, anche dopo anni, la riflessione cade sulla concezione del tempo vissuto in quelle circostanze: solo il presente viene percepito, o forse, solo il presente può e deve essere vissuto per poter sopravvivere in territori di guerra.
Leggendo queste parole, anche dopo anni, la riflessione cade sulla concezione del tempo vissuto in quelle circostanze: solo il presente viene percepito, o forse, solo il presente può e deve essere vissuto per poter sopravvivere in territori di guerra.