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FiloTabù - Libertà di parlare, coraggio di svelare

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Cosa accade quando un corpo decide di esistere al di fuori delle righe, dei numeri, delle taglie? Quando sceglie di non chiedere più il permesso per essere visto, desiderato, ascoltato?
Accade che la bellezza si fa atto di coraggio e la filosofia incontra la pelle: quella vera, segnata, viva, parlante.
Nel nostro tempo, in cui il potere si annida anche nello sguardo, la ribellione più radicale può iniziare dallo specchio. Martina Giraldi, modella curvy, attivista e voce lucida contro la grassofobia sistemica, incarna una resistenza che non ha bisogno di urlare: le basta esserci.
Lottare contro lo stigma nei confronti della salute mentale
Ne abbiamo pienamente conferma leggendo “Dentro le menti, fuori dai tabù”, il primo libro della fondatrice di Unobravo, Danila De Stefano edito da Sperling & Kupfer. In questo libro ispiratorio e considerato un vero e proprio manifesto contro i pregiudizi e lo stigma nei confronti della salute mentale, la founder di Unobravo racconta la storia della nascita della piattaforma on line che offre servizi di supporto psicologico, nata nel 2019, e che attualmente annovera circa 7000 psicologi.

Il tabù dell'alcolismo femminile

Categoria Articoli Autore Alberta Robin Data 04 Set 2025
L'alcoolismo femminile rischia di diventare un tabù.
Le prove dell'alcolismo in aumento fra le donne sono sempre di più, sempre più in crescita.
Il problema sta nella pressione sociale, legata al fatto di non poter essere alcoliste perché tradizionalmente le donne dovrebbero essere mamme, badanti e curatrici, tale pressione spinge le donne alcosite a nascondersi maggiormente.
Ci sono storie che non si raccontano solo con le parole, ma con il silenzio che le accompagna. Storie che pesano come macigni, ma che portano con sé la forza ancestrale della rinascita. Quella che state per leggere è una di quelle. È la storia di Tommasina Crugliano, una donna che ha attraversato l’inferno con gli occhi spalancati e le mani legate, che ha conosciuto l’abisso della violenza, la solitudine del carcere, ma anche la luce faticosa e tremante del riscatto.

Il tabù degli psicofarmaci

Categoria ScomodaMente Autore Samantha Bovo Data 29 Ago 2025
Curare la salute fisica con i farmaci è un gesto normale, quotidiano, privo di imbarazzo.
Quando si parla di psicofarmaci, il discorso cambia: assumere un antidepressivo o uno stabilizzatore dell’umore diventa un atto circondato da sospetto e stigma. Chi li utilizza rischia di essere percepito come debole, pericoloso o poco affidabile. Questa idea non nasce dalla scienza, ma da un tabù culturale che ancora oggi pesa sulla salute mentale.
Negli ultimi anni, la crescente esposizione dei bambini agli schermi ha generato un allarme sempre più diffuso tra educatori, professori, psicologi e governi di tutto il mondo. Non si tratta più soltanto di un fenomeno legato allo svago o al progresso tecnologico, ma di un cambiamento profondo nel modo in cui i bambini crescono, imparano e si relazionano con il mondo.
Ogni città porta con sé ciò che mostra e ciò che nasconde. Camminando tra strade, piazze e palazzi vediamo superfici e geometrie, ma difficilmente ci soffermiamo sulle assenze che li attraversano. L’architettura e la pianificazione urbana non sono mai innocenti.
«Maschio o femmina?»
È una delle prime domande che una donna incinta si sente rivolgere, spesso ancora prima del classico «E tu, come stai?». La pongono amici, parenti, colleghi, conoscenti e persino perfetti estranei con un sorriso curioso e gli occhi pieni di eccitazione. Quando la risposta che ricevono è un "non so ancora" partono le scommesse e le supposizioni. Un' interesse quasi morboso si genera attorno al ventre in crescita della futura mamma "la pancia è tonda, è alta, è bassa...quindi..." tutti vogliono indagare e provare a indovinare cosa si nasconde dentro. Come se conoscere il sesso del nascituro fosse un’informazione essenziale, urgente, inevitabile.
Nell’epoca dell’automazione e degli obiettivi a breve termine, parlare di sostenibilità può sembrare un gesto tecnico, a volte retorico. Ma per Veronica Balbi, Sustainability e Impact Manager per Maikii e FABA, la sostenibilità è tutt’altro che un esercizio di compliance o un’etichetta aziendale. È, prima di tutto, una postura etica: uno sguardo che mette le persone al centro, che abbraccia l’incertezza, che coltiva l’ascolto come forma di responsabilità.
Ogni identità è un’opera in divenire. La nostra esistenza si scolpisce nel tempo, tra le ferite e le scelte, i cambiamenti e le rinunce. In questo fluire costante, ci sono voci che sanno restituire senso anche al dolore, che sanno tradurre il vissuto in parole autentiche.
Aline Improta è una di queste voci.
FiloTabù ETS
CF: 96647800588
via San Telesforo 10, Roma

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