ScomodaMente
Una rubrica dedicata ai tabù che ancor oggi ostacolano il discorso, la cura e la comprensione della salute mentale.
La mente è spesso celebrata come ciò che ci rende razionali, lucidi, produttivi. Ma cosa succede quando perde coerenza, quando soffre, quando vacilla?
È in quel momento che la mente diventa scomoda. Scomoda per chi la vive, per chi la osserva. Scomoda per una cultura che preferisce nascondere ciò che non sa controllare, perché ciò che sfugge alla logica genera timore. ScomodaMente nasce da questa tensione: non è la mente ad essere sbagliata, ma lo sguardo che la giudica quando non corrisponde all'ideale di forza o di stabilità.
Questa rubrica di Samantha Bovo è uno spazio in cui interrogare i tabù che circondano il disagio psichico. Un invito a sostare lì dove il pensiero si incrina, dove il linguaggio si interrompe, dove il silenzio pesa. Non per dare risposte immediate, ma per coltivare uno sguardo più consapevole.
Curare la salute fisica con i farmaci è un gesto normale, quotidiano, privo di imbarazzo.
Quando si parla di psicofarmaci, il discorso cambia: assumere un antidepressivo o uno stabilizzatore dell’umore diventa un atto circondato da sospetto e stigma. Chi li utilizza rischia di essere percepito come debole, pericoloso o poco affidabile. Questa idea non nasce dalla scienza, ma da un tabù culturale che ancora oggi pesa sulla salute mentale.
C’è chi vive nel mondo con una pelle più sottile.
Chi si sente “troppo”: troppo empatico, troppo fragile, troppo attento ai dettagli che gli altri non notano.
Chi, dopo aver inviato un messaggio, passa ore a chiedersi se abbia detto qualcosa di sbagliato.
Chi vorrebbe sentire di meno, proteggersi di più, imparare a non notare tutto quello che nota.
Essere sensibili è ancora considerato un difetto.
Scopriamo insieme perché certe parole online sono un vero tabù e come gli algoritmi influenzano la nostra comunicazione. Parleremo di termini delicati come suic*dio e autoles#one e di come questo possa impattare sulla salute mentale nell'era dei social. Un viaggio tra linguaggio e strategie di visibilità!
In questo post esploriamo come la fede possa aiutarci a riempire il vuoto che la consapevolezza della morte e dell'incertezza porta nella nostra vita. Parleremo di come affrontare queste paure e trovare un senso, anche quando tutto sembra incerto. Un viaggio tra domande profonde e risposte che possono darci conforto!
La malattia mentale non conosce genere: riguarda madri e padri, e inevitabilmente, coinvolge l’intero nucleo familiare.
I dati però parlano chiaro: le donne, soprattutto nel periodo perinatale (dalla gravidanza al primo anno dopo il parto), sono più esposte a depressione e disturbi d’ansia.
Su di loro pesa un elevato carico culturale e sociale, alimentato da un ideale di maternità perfetta: madre instancabile, sempre accogliente, priva di fragilità. Questo tabù è ormai noto e nasce da un modello sociale che pretende la perfezione dalle madri e rende invisibili i padri.
In questo post esploriamo come nei momenti di crisi, come le tragedie collettive, la comunità si risveglia e si unisce, mentre nel quotidiano tendiamo a evitarci. Parleremo di come gli sconosciuti possano diventare fondamentali e dell'importanza di riconoscerci nei momenti difficili. Un viaggio tra picchi di solidarietà e i tabù del bisogno.
In questo post esploriamo un tema delicato e poco discusso: l'amore a prima vista non è sempre scontato quando nasce un figlio. Parliamo delle emozioni contrastanti che possono emergere e di come sia normale non sentirsi subito travolti dall'amore materno. Scopriamo insieme storie e riflessioni su questo argomento così profondo e umano.
Un padre non piange in sala parto. Non crolla la notte mentre tutti dormono. Non trema davanti alle bollette.
Il copione sembra scolpito: lavorare, reggere, proteggere. Essere pilastro, mai peso.
È una narrazione antica che, a tratti, ha persino rassicurato.
Eppure la realtà dice altro: fino a un padre su dieci sviluppa ansia o depressione nel periodo perinatale, con un picco nei primi sei mesi dopo la nascita.