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FiloTabù - Libertà di parlare, coraggio di svelare

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Ha suscitato ampio dibattito, soprattutto tra gli addetti ai lavori, il lungo memo pubblicato da Bill Gates a fine ottobre, intitolato “Three Tough Truths About Climate”. Nel testo, Gates afferma di voler riportare il discorso sul cambiamento climatico alla realtà dei fatti, ma lo fa da una posizione peculiare: quella del miliardario filantropo che, pur non essendo scienziato né politico, può permettersi di dettare l’agenda del dibattito globale, definendo cosa è la verità senza mai sostanziarla.
Essere sibling significa una marea di cose.
Significa conoscere il mondo con occhi, mani e orecchie diverse dal solito, ma non per questo meno valide, anzi.
Significa condividere esperienze in ogni dove, che sia all'università per la tesi di laurea o per un incontro fugace con una compagna di università che il giorno dopo fa letteralmente perdere le proprie tracce, o su un treno che prendi tutti i giorni in cui ti ritrovi anche a dover difendere il tuo familiare autistico da due tizie che, credendolo un depravato perché sta mimando un urlo di Dragon Ball, si spostano di vagone e tu vai loro incontro per chiarire, finendo per mettersi loro a figura di merda.
Ci sono corpi che la città accoglie come parte naturale del suo paesaggio e corpi che invece percepisce come estranei. La dimensione razzializzata dello spazio urbano non si esprime soltanto attraverso episodi espliciti di discriminazione, ma nella geografia quotidiana che assegna centralità ad alcuni e margini ad altri. È qui che emerge il tabù migrante: la rimozione sistematica delle presenze diasporiche, la cancellazione delle loro storie, l’idea che lo spazio urbano possa essere neutro e universale mentre continua a produrre esclusioni.
Viviamo in un’epoca in cui tutto deve essere utile, produttivo, quantificabile. In questa corsa verso l’efficienza e l’immediatezza, la filosofia è diventata un tabù. Non nel senso di un argomento proibito, ma come qualcosa che la società evita, considera inutile, e di cui quasi si vergogna.
Chi oggi si dichiara appassionato di filosofia viene spesso guardato con scetticismo: “A cosa serve?”, “Con la filosofia non si mangia”, “Meglio studiare qualcosa di pratico”.
Eppure, proprio nel mondo che più sembra averla superata, la filosofia è più necessaria che mai.
Se c'è un tabù ancora imbattibile, sicuramente è quello di ricorrere alla psicoterapia: vige ancora la convinzione che solo coloro che non vanno d'accordo con nessunə e che litigano col mondo intero debbano andare in terapia. Ciò alleggerisce le coscienze di chi, la coscienza, non l'ha mai guardata né tanto meno curata: dopotutto, è proprio la mancanza di consapevolezza a rendere le persone arroganti con chi decide di affidarsi a cure psicologiche perché “tanto io non ne ho bisogno, sei tu a non stare bene con la testa, sei tu a dare di matto!”

Eyes on Palestine

Categoria Articoli Autore Elisa Todeschini Data 31 Ott 2025
Eyes on Palestine vuole evidenziare come le persone comuni, in tutto il mondo, si rapportano e vivono il conflitto israelo palestinese, soprattutto riguardo il genocidio in corso. I cittadini si esprimono, in maniera più diretta scendendo in piazza durante le manifestazioni indette per il popolo palestinese, e durante altri cortei sono presenti bandiere e slogan che chiedono la pace.
La teoria crip, elaborata da Robert McRuer, nasce per smascherare questa illusione di neutralità. Mostra come la disabilità non sia un difetto individuale, ma l’effetto di un mondo costruito su misura per pochi. Rosemarie Garland-Thomson lo esprime con chiarezza: “Disability occurs when bodies don’t fit into the world as it has been built” (2011). La disabilità non è nel corpo, ma nello scarto che si apre tra il corpo e un ambiente che lo respinge.
Ci sono corpi che si sottraggono al silenzio.
Corpi che hanno imparato a convivere con lo sguardo degli altri, con la critica travestita da consiglio, con la gentilezza paternalistica che pesa più di un insulto.
Corpi che — per esistere — devono giustificarsi.

È da qui che nasce “Curvy Dream. Forme da sogno”, la settima edizione del calendario ideato dal fotografo bresciano Piero Beghi, conosciuto in tutta Italia come il fotografo delle curvy.
C’è un’educazione che non si limita a insegnare, ma che prova a trasformare il mondo.
Ne parliamo con Giovanna Giacomini, educatrice e fondatrice del progetto Scuole Felici, che ci invita a ripensare la scuola non come luogo di addestramento, ma come spazio di libertà, dialogo e cura del futuro.
Perché se il sapere non passa per il corpo, per il cuore e per il coraggio di cambiare, rischia di restare sterile.
E allora: che scuola vogliamo abitare? E soprattutto, che tipo di umanità vogliamo crescere?

Napoli, il grande tabù d’Italia

Categoria Articoli Autore Valeria Genova Data 20 Ott 2025
Napoli è spesso vista come un tabù culturale, sociale e persino emotivo. Scopri perché questa città divide, spaventa e affascina — e come sfatare i pregiudizi che la circondano
FiloTabù ETS
CF: 96647800588
via San Telesforo 10, Roma

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