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FiloTabù - Libertà di parlare, coraggio di svelare

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Per gran parte del Novecento il potere ha usato la paura come tecnologia di governo. Bastava uno shock: un attentato, un nemico da nominare, un allarme sicurezza. Era la psicologia del terrore, fondata sull’evento improvviso e sulla risposta immediata: spaventare per disciplinare, mobilitare, giustificare lo stato d’eccezione.
Sto scorrendo il feed di Facebook...
Mi chiede a cosa sto pensando... Lo fa tutti i giorni dal momento della mia iscrizione.
So che lo fa con tutti, quindi non mi illudo che possa riservarmi un trattamento di favore, per carità.
Sapete che c'è, però? La sua domanda sospesa mi disturba, un po' come le notifiche di nuovi messaggi che "sporcano" l'ordine della mia cronologia. Non sono fatta per "Ghostare"... È così che si dice, giusto?! Che boomer che sono! Comunque, credo che reagire agli stimoli sia utile al perseguimento di un obiettivo. Giusto per non rimanere fermi... Odio rimanere ferma, e chi mi conosce lo sa bene!
Tra i “compiti” che la pratica artistica si è prefissata fin dall’alba dei tempi, già dai primi segni nelle caverne, è proprio quello di fungere da specchio della società nel quale era immersa e la donna per molto tempo non ha potuto esprimersi liberamente come l’uomo per crearsi una propria identità.
Un padre non piange in sala parto. Non crolla la notte mentre tutti dormono. Non trema davanti alle bollette.
Il copione sembra scolpito: lavorare, reggere, proteggere. Essere pilastro, mai peso.
È una narrazione antica che, a tratti, ha persino rassicurato.
Eppure la realtà dice altro: fino a un padre su dieci sviluppa ansia o depressione nel periodo perinatale, con un picco nei primi sei mesi dopo la nascita.
Il tabù di oggi riguarda le malattie cosiddette “invisibili”, poiché coi soli occhi una persona viene percepita sana anche se nella pelle e negli organi si muovono patologie di varia entità, gravità ed eziopatogenesi.
La psicoterapia è invece un valido e prezioso strumento che ci può aiutare a crescere ed evolvere. Ci permette di acquisire gli strumenti utili e preziosi per potere affrontare le difficoltà della vita con inedite consapevolezze utili per conoscersi meglio e relazionarci con serenità con gli altri. Ci insegna ad ascoltare e accettare le proprie emozioni e capire come reagire ad esse efficacemente.
Ci guida e ci fa capire che siamo noi i diretti protagonisti della nostra esistenza e come tali meritiamo di vivere in piena coerenza con i propri desideri, valori, ideali e sogni più autentici per condurre esistenze significative e di qualità.
Sull’argomento conversiamo in questa intervista con la dottoressa Martina Migliore, psicoterapeuta e Direttrice della formazione e sviluppo in Serenis.
Essere donna, avvocata penalista e attivista significa muoversi ogni giorno in spazi ancora troppo segnati da disuguaglianze. L’avvocata Melania Costantino ci accompagna nel suo racconto, dove professione e vita personale si intrecciano in una lotta continua per i diritti, la giustizia e l’accoglienza.

Cosa significa rinunciare oggi? In una società che celebra la carriera, l’autorealizzazione e il successo individuale, mettere in pausa un percorso professionale per seguire il proprio partner può apparire come un gesto anacronistico. O peggio: una sconfitta.
Eppure, come ci racconta Marta Guidarelli, ex dirigente in Campari e oggi studentessa negli Stati Uniti, questa scelta può essere tutt’altro che una rinuncia.
È una forma di libertà. Un atto pieno, consapevole, in cui famiglia, affetto e desiderio tornano ad avere cittadinanza nella narrazione delle donne.
Tra i tabù che abitano la città, quello che riguarda il corpo femminile è forse il più persistente. Non perché le donne non ci siano, ma perché la loro presenza nello spazio urbano è stata a lungo considerata marginale, accidentale, non degna di una progettazione specifica.
Il Festivalfilosofia 2025, che si è svolto dal 19 al 21 settembre a Modena, Carpi e Sassuolo, ha chiuso la sua 25ª edizione con un successo che va oltre i numeri. Il tema, Paideia, ha trasformato le città in un’aula diffusa, in cui migliaia di persone hanno respirato insieme la forza dell’educazione, della formazione e della cultura condivisa.
FiloTabù ETS
CF: 96647800588
via San Telesforo 10, Roma

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