Scopri come un aforisma può trasformarsi in un balsamo per l'anima! In questo post esploriamo il potere di queste brevi perle di saggezza, capaci di confortare e ispirare nei momenti di bisogno. Un viaggio tra parole che sussurrano verità e portano calore nei nostri cuori.
Interrompere una relazione, specialmente se familiare, porta con sé diversi tabù, che in questo
articolo andranno rotti.
Quando una persona racconta di aver dovuto troncare i rapporti con uno o entrambi i genitori, con
fratelli e sorelle e con il parentame, la prima cosa che le viene detta è: “Ma fate pace! È pur sempre
la tua famiglia! È pur sempre tua madre/tuo padre/...”. Questa e altre frasi sono spesso e volentieri
derivate dall'ignoranza, poiché la gente non sa come una persona cycle-breaker è giunta a una delle
scelte più difficili della vita, come si sente e come convive con questa scelta.
articolo andranno rotti.
Quando una persona racconta di aver dovuto troncare i rapporti con uno o entrambi i genitori, con
fratelli e sorelle e con il parentame, la prima cosa che le viene detta è: “Ma fate pace! È pur sempre
la tua famiglia! È pur sempre tua madre/tuo padre/...”. Questa e altre frasi sono spesso e volentieri
derivate dall'ignoranza, poiché la gente non sa come una persona cycle-breaker è giunta a una delle
scelte più difficili della vita, come si sente e come convive con questa scelta.
La città contemporanea si muove sempre più veloce: tra cantieri urgenti, agende elettorali e vetrine digitali, si è costruita una “norma temporale” che esalta accelerazione, produttività ed efficienza. Eppure, ciò che resta escluso, invisibile, è il tempo lento: il ritmo ciclico della natura, della cura, della riflessione. Questo è il tabù temporale: l’espulsione della lentezza dalla grammatica urbana.
Il movimento Cittaslow ha provato a proporre una visione alternativa, centrata sulla qualità della vita e sulla sostenibilità, opponendosi all’egemonia della velocità.
Il movimento Cittaslow ha provato a proporre una visione alternativa, centrata sulla qualità della vita e sulla sostenibilità, opponendosi all’egemonia della velocità.
In un tempo che esige leggerezza, efficienza emotiva e felicità ostentata, la malinconia resta una delle emozioni più fraintese e rimosse. Spesso confusa con debolezza o fallimento, viene nascosta, normalizzata, talvolta temuta. Eppure, proprio ciò che cerchiamo di scacciare continua a bussare, chiedendo ascolto.
Ne parliamo con Daniele Zepparelli, presidente dell’Umbria Green Festival, una realtà che da anni intreccia ambiente, cultura e sensibilità umana, e ideatore del primo Festival della Malinconia.
Ne parliamo con Daniele Zepparelli, presidente dell’Umbria Green Festival, una realtà che da anni intreccia ambiente, cultura e sensibilità umana, e ideatore del primo Festival della Malinconia.
L’adolescenza è uno dei grandi tabù del nostro tempo. La nominiamo spesso, la osserviamo da lontano, la misuriamo con categorie rassicuranti, ma raramente la ascoltiamo davvero. La idealizziamo come promessa di libertà o la temiamo come minaccia di disordine, senza accettare ciò che davvero ci chiede: di sostare nell’incertezza, di fare i conti con la fragilità, di rinunciare al controllo.
In questa conversazione con Michela Marzano, l’adolescenza emerge non come problema da risolvere, ma come esperienza da reggere. Un tempo di passaggio che interroga il corpo, il desiderio, l’identità e, soprattutto, gli adulti stessi.
In questa conversazione con Michela Marzano, l’adolescenza emerge non come problema da risolvere, ma come esperienza da reggere. Un tempo di passaggio che interroga il corpo, il desiderio, l’identità e, soprattutto, gli adulti stessi.
Nel programma del Festival Visioni Verticali 2025, tra le tantissime proposte, trova posto VAS, lungometraggio presentato come evento speciale accompagnato da un incontro con il cast e il pubblico. Alla proiezione seguono infatti un dialogo e un momento di confronto con il regista Gianmaria Fiorillo e con i protagonisti Eduardo Scarpetta e Demetra Bellina, offrendo allo spettatore l’occasione di approfondire temi, linguaggio e urgenze dell’opera.
2025, Visioni Verticali ospita la proiezione di Elvira Notari. Oltre il silenzio, il documentario di Valerio Ciriaci che riporta al centro della scena la prima regista della storia del cinema muto italiano. Il film, realizzato tra Italia e Stati Uniti, viene presentato con Antonella Di Nocera, produttrice e presidente di Parallelo 41, ed Enrico Bufalini, Direttore di Produzione, Distribuzione e Archivio Luce Cinecittà.
Si è conclusa domenica 14 dicembre, presso il Teatro Francesco Stabile di Potenza, la settima edizione di Visioni Verticali, il festival promosso dall’associazione Polimeri, punto di riferimento per la ricerca sui nuovi linguaggi audiovisivi e per il sostegno alle nuove generazioni di autori in
Italia e all’estero. La manifestazione conferma il suo ruolo come spazio aperto alla sperimentazione e alle produzioni indipendenti, intercettando le trasformazioni del cinema contemporaneo attraverso sguardi giovani e non convenzionali.
Tra i vincitori di questa edizione troviamo Mattia Parlati, nato nel 1997, designer e autore visivo, che con il suo cortometraggio HoneyMoon ha ricevuto una menzione speciale per la forza del suo immaginario e la profondità del messaggio umano e simbolico.
Italia e all’estero. La manifestazione conferma il suo ruolo come spazio aperto alla sperimentazione e alle produzioni indipendenti, intercettando le trasformazioni del cinema contemporaneo attraverso sguardi giovani e non convenzionali.
Tra i vincitori di questa edizione troviamo Mattia Parlati, nato nel 1997, designer e autore visivo, che con il suo cortometraggio HoneyMoon ha ricevuto una menzione speciale per la forza del suo immaginario e la profondità del messaggio umano e simbolico.
Ci sono storie che nascono da una ferita e diventano possibilità di guarigione. Ci sono voci che, scegliendo di raccontarsi, infrangono il silenzio dei tabù e aprono spazi di libertà per chi legge. L’incontro con Ciro Cacciola – giornalista, dj, autore di libri e curatore di numerosi progetti editoriali – si inserisce proprio in questa prospettiva.
Il suo libro, Il ragazzo dai pantaloni rosa, non è solo un romanzo di formazione: è un viaggio intimo e collettivo che attraversa l’identità, la memoria e il coraggio di essere se stessi al di là degli sguardi e dei giudizi.
Il suo libro, Il ragazzo dai pantaloni rosa, non è solo un romanzo di formazione: è un viaggio intimo e collettivo che attraversa l’identità, la memoria e il coraggio di essere se stessi al di là degli sguardi e dei giudizi.
L'11 luglio 2024 è stata emessa una nota ministeriale riguardo al divieto dell'uso degli smartphone in classe, attualmente estesa anche alla scuola secondaria di II grado, poiché quest'uso spropositato diminuirebbe il livello di attenzione, “in particolare durante le lezioni di matematica” e inciderebbe “negativamente sul naturale sviluppo cognitivo determinando, tra l'altro, perdita di concentrazione e di memoria, diminuzione della capacità dialettica, di spirito critico e di adattabilità”. In più aumenterebbe il fenomeno dell'Hikikomori, caratterizzato da “isolamento sociale volontario […] rinunciando ai rapporti con il mondo esterno” (citazioni prese tutte dalla nota ministeriale).