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FiloTabù - Libertà di parlare, coraggio di svelare

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Nel programma del Festival Visioni Verticali 2025, tra le tantissime proposte, trova posto VAS, lungometraggio presentato come evento speciale accompagnato da un incontro con il cast e il pubblico. Alla proiezione seguono infatti un dialogo e un momento di confronto con il regista Gianmaria Fiorillo e con i protagonisti Eduardo Scarpetta e Demetra Bellina, offrendo allo spettatore l’occasione di approfondire temi, linguaggio e urgenze dell’opera.
2025, Visioni Verticali ospita la proiezione di Elvira Notari. Oltre il silenzio, il documentario di Valerio Ciriaci che riporta al centro della scena la prima regista della storia del cinema muto italiano. Il film, realizzato tra Italia e Stati Uniti, viene presentato con Antonella Di Nocera, produttrice e presidente di Parallelo 41, ed Enrico Bufalini, Direttore di Produzione, Distribuzione e Archivio Luce Cinecittà.
Si è conclusa domenica 14 dicembre, presso il Teatro Francesco Stabile di Potenza, la settima edizione di Visioni Verticali, il festival promosso dall’associazione Polimeri, punto di riferimento per la ricerca sui nuovi linguaggi audiovisivi e per il sostegno alle nuove generazioni di autori in
Italia e all’estero. La manifestazione conferma il suo ruolo come spazio aperto alla sperimentazione e alle produzioni indipendenti, intercettando le trasformazioni del cinema contemporaneo attraverso sguardi giovani e non convenzionali.
Tra i vincitori di questa edizione troviamo Mattia Parlati, nato nel 1997, designer e autore visivo, che con il suo cortometraggio HoneyMoon ha ricevuto una menzione speciale per la forza del suo immaginario e la profondità del messaggio umano e simbolico.
Ci sono storie che nascono da una ferita e diventano possibilità di guarigione. Ci sono voci che, scegliendo di raccontarsi, infrangono il silenzio dei tabù e aprono spazi di libertà per chi legge. L’incontro con Ciro Cacciola – giornalista, dj, autore di libri e curatore di numerosi progetti editoriali – si inserisce proprio in questa prospettiva.
Il suo libro, Il ragazzo dai pantaloni rosa, non è solo un romanzo di formazione: è un viaggio intimo e collettivo che attraversa l’identità, la memoria e il coraggio di essere se stessi al di là degli sguardi e dei giudizi.
L'11 luglio 2024 è stata emessa una nota ministeriale riguardo al divieto dell'uso degli smartphone in classe, attualmente estesa anche alla scuola secondaria di II grado, poiché quest'uso spropositato diminuirebbe il livello di attenzione, “in particolare durante le lezioni di matematica” e inciderebbe “negativamente sul naturale sviluppo cognitivo determinando, tra l'altro, perdita di concentrazione e di memoria, diminuzione della capacità dialettica, di spirito critico e di adattabilità”. In più aumenterebbe il fenomeno dell'Hikikomori, caratterizzato da “isolamento sociale volontario […] rinunciando ai rapporti con il mondo esterno” (citazioni prese tutte dalla nota ministeriale).

Famolo strano, famolo libero!

Categoria Articoli Autore Maurizio Liscia Data 05 Dic 2025
Esistono canoni prestabiliti, radicati nella nostra cultura da tempi immemori. Uno di questi riguarda il sesso e la concezione che noi abbiamo dei rapporti sessuali. È risaputo che l’attività sessuale sia alla base di ogni rapporto di coppia: quando essa manca, inevitabilmente anche il legame tra i partner perde di intensità o, in alcuni casi, si sfalda del tutto. Proprio per questo è fondamentale che la coppia sappia “reinventarsi tra le lenzuola”, ma soprattutto che ogni individuo vada oltre il canone imposto secondo cui il rapporto sessuale debba necessariamente includere un atto di penetrazione.
La Groenlandia non è più, formalmente, una colonia.
Dal 1953 è parte del Regno di Danimarca; nel 1979 ha ottenuto l’autogoverno, e nel 2009 una legge – il Greenland Self-Government Act – ha riconosciuto i groenlandesi come “popolo” con diritto all’autodeterminazione. Eppure, dietro questa grammatica di libertà, sopravvive una dipendenza profonda: economica, politica, simbolica.
Il colonialismo, qui, non è scomparso. Ha solo cambiato pelle.
Per chi non concepisce che l’essere umano è umano in quanto è, che l’uomo e la donna possono amare chi del loro stesso sesso, che chi nasce tondo in realtà si, può morire quadrato, è difficile non denigrare chi reputa <>, quando a dir la verità di sbagliato c’è solo il pensiero che chi è diverso dalle proprie aspettative lo sia. In un mondo che pretende la verità bisognerebbe insegnare a fondo cosa significa accettare, perché parlare di quanto si ama una persona, di quanto si ami sè stessi dopo un percorso di rinascita, o di quanto si ami in generale la propria vita solo per il gusto di averla costruita secondo le proprie preferenze, non potrà mai essere una condanna.
A quarant’anni ci si aspetta che tu abbia costruito qualcosa di solido: una casa, una famiglia, un lavoro stabile, un’identità chiara e rassicurante. È il copione che tutti sembrano conoscere, anche se nessuno lo dice apertamente. Se non lo hai fatto, sei considerato in ritardo, come se la tua vita fosse un treno che hai perso, come se la tua esistenza fosse un errore di percorso.

Il tabù della sensibilità

Categoria ScomodaMente Autore Samantha Bovo Data 05 Dic 2025
C’è chi vive nel mondo con una pelle più sottile.
Chi si sente “troppo”: troppo empatico, troppo fragile, troppo attento ai dettagli che gli altri non notano.
Chi, dopo aver inviato un messaggio, passa ore a chiedersi se abbia detto qualcosa di sbagliato.
Chi vorrebbe sentire di meno, proteggersi di più, imparare a non notare tutto quello che nota.
Essere sensibili è ancora considerato un difetto.
FiloTabù ETS
CF: 96647800588
via San Telesforo 10, Roma

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